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martedì 17 novembre 2015

CONOSCERE CONTESSA: notizie su eventi periodo 1921 - 1940 ... ... di Calogero Raviotta

La cronologia degli eventi locali del periodo 1921 - 1940, recentemente pubblicato da "ilContessioto", è stata messa a disposizione dei lettori come strumento utile per stimolare, con le fonti che ciascuno ha a disposizione, l'approfondimento degli argomenti di particolare interesse. Di seguito sono riportate alcune notizie utili a tal scopo.

Corteo con fedeli, autorità civili e religiose per la festa della Madonna della Favara
Sono tante le espressioni religiose, culturali, artistiche, ricreative, ecc. che caratterizzano l'atmosfera festiva, che ogni anno si rinnova l'otto settembre a Contessa Entellina, in occasione della festa principale del paese. 
Suscita una particolare attenzione e conseguentemente una partecipazione significativa il corteo che, il giorno della festa, con le autorità civili e religiose, dalla piazza Umberto I raggiunge la chiesa della Madonna della Favara: verso le ore 10,30, il clero ed i fedeli di rito greco accolgono il vescovo nella chiesa delle Anime Sante, che si trova nella piazza principale del paese, dove si forma il corteo, che attraverso la via principale del paese, raggiunge la chiesa della Madonna della Favara. Il corteo è aperto da un chierichetto, che porta la croce, cui seguono: i fedeli, in doppia  fila, il clero con i sacri paramenti orientali, il vescovo con pastorale, le autorità cittadine, le ragazze che indossano il prezioso, tradizionale e caratteristico costume albanese, ecc.
Il corteo è accompagnato dalla banda musicale, le cui note si alternano agli inni sacri cantati, in greco e in albanese, dal clero e dai fedeli.
Si tramanda che l'origine di questo corteo, almeno nella forma solenne attuale,  è legata alla presenza a Contessa dal 1923 dell'arcivescovo mons. Giuseppe Schirò. Alcuni contessioti anziani raccontano infatti che il parroco greco col clero locale, accompagnato dalle autorità civili e militari, dai fedeli e dalla banda musicale, il giorno della festa si recava nell'abitazione di mons. Schirò, che si univa al corteo con i paramenti vescovili, collocandosi sotto il baldacchino sostenuto da quattro aste (usato ancora durante la processione del SS. Sacramento).
Dopo la morte di mons. Schirò (1927) è rimasta la tradizione del corteo solenne, prima della celebrazione della Divina Liturgia nella chiesa della Madonna della Favara, con la partecipazione di molti papas residenti a Contessa o provenienti da Piana, Palazzo o Mezzoiuso. Con la istituzione dell'Eparchia di Piana degli Albanesi (1937) il nuovo vescovo mons. Perniciaro quasi ogni anno è stato presente alla celebrazione della Divina Liturgia per la festa della Madonna della Favara ripristinando il solenne corteo sopra descritto.
Quanto sopra descritto offre l'occasione per far conoscere l'illustre concittadino mons. Giuseppe Schirò (1846-1927), arcivescovo metropolita  di Neocesarea nel Ponto.
Nato a Contessa Entellina  il I gennaio 1846, compiuto,  nel Collegio Greco di Roma e nelle scuole di Propaganda  Fide, l'intero corso degli studi di letteratura, filosofia e teologia e fu ordinato diacono e sacerdote a Palermo nel luglio 1868.
Novello sacerdote  fu di valido aiuto al parroco di Contessa e quindi maestro di disciplina nel Seminario greco-albanese di Palermo. Nel 1874  gli venne  affidata la parrocchia  di  rito  bizantino  di Malta. Promosso Vescovo ordinante delle Calabrie nel 1889, fu eletto titolare di Gadara. Nel 1890 fu preposto al Collegio albanese di S. Adriano in Calabria. Nel 1895 si trasferì a Roma, dove gli venne affidata la coadiutoria di Mons. Stefano Stefanopoli, Prelato ordinante per il rito bizantino. Il 4 novembre del 1895 fu promosso dalla sede titolare episcopale di Gadara, da lui occupata fino allora, a quella metropolitana di Neocesarea nel Ponto. Nel 1902 ottenne di essere esonerato dall'ufficio di Prelato ordinante e quindi, libero da ogni incombenza, poté dedicarsi ad un ministero che aveva sempre amato: la predicazione. Parlava molto bene ed fu ricercato ovunque. Tenne un discorso al Congresso Eucaristico di Orvieto nel 1897, ed un altro al Congresso Eucaristico nazionale italiano di Venezia nello stesso anno. Predicò il Quaresimale del 1902 a S. Giovanni in Laterano.
Lasciò Roma nel mese di luglio del 1923 e passò gli ultimi anni a Contessa, dove morì il primo agosto del 1927. I suoi resti mortali riposano nella chiesa parrocchiale di rito bizantino di Contessa Entellina, dove sono state traslate nel 1994, su iniziativa dell’Associazione “Nicolò Chetta”, che in tale occasione, per far conoscere la sua vita e le sue opere, gli dedicò una giornata culturale ed una breve biografia, di cui viene di seguito riportato un breve estratto.

"Mons. Giuseppe Schirò di Contessa Entellina, arcivescovo titolare di Neocesarea del Ponto"

Premessa - Entrando nella sacrestia della Chiesa Matrice di Contessa Entellina, su una parete, si può ammirare un grande quadro a colori, che riproduce le sembianze di un vescovo (mons. Giuseppe Schirò) che indossa i paramenti greco-bizantini.
Nel corso della mostra, organizzata dall'Associazione culturale "Nicolò Chetta",  nell'estate 1990 presso la casa di papas Janni Borzì a Contessa Entellina, sono stati esposti alcuni oggetti e paramenti vescovili di mons. Giuseppe Schirò (croce pettorale, encolpion, pastorale, mantello, copricapo, ecc.)

Generalità - Mons. Giuseppe Schirò, prelato ordinante in Italia per la Chiesa Cattolica di rito greco-bizantino, svolse la sua intensa attività pastorale e culturale, soprattutto tra gli Italo-albanesi residenti in Sicilia, in Calabria ed a Roma, ricoprendo numerosi incarichi presso istituzioni ecclesiastiche, culturali e religiose. Mons. Giuseppe Schirò é uno dei figli più illustri di Contessa Entellina, dove nacque il 1° gennaio 1846.
La sua nascita a Contessa Entellina (piccolo comune collinare della Valle del Belice, fondato nel 1450 dagli Albanesi e dove ancora si conservano  usi, lingua, tradizioni e costumi degli Avi ed il rito greco-bizantino nelle funzioni religiose) fu determinante per la sua formazione culturale e religiosa.
Mons. Giuseppe Schirò  é l'unico rappresentante del Clero locale che, in cinquecento anni di storia di Contessa Entellina,  é stato consacrato Vescovo          ed inoltre é l'unico, tra i Prelati delle Comunità arbëreshë , cui é stato conferito il titolo di ARCIVESCOVO.

Titoli di studio - Frequentò le scuole elementari  nel paese natio e le scuole medie  superiori  (ginnasio-liceo)  presso il  Pontificio  Collegio Greco di Roma, dove rimase dal 1858 al 1867 per seguire anche i corsi di letteratura,             filosofia e teologia.
A Roma conseguì la laurea in teologia,  nel 1867,  presso le scuole della S. Congregazione de Propaganda Fide.

Titoli e incarichi - A Roma nel 1866 fu ordinato lettore e suddiacono ed a Palermo nel 1868 diacono e sacerdote. Iniziò la sua attività pastorale a Contessa Entellina nel 1868 come coadiutore del parroco di rito greco.
Nel 1869, assieme al notaio Calogero Genovese ed al papas Giuseppe Schirò di Ignazio, compilò il catalogo della biblioteca del Monastero di S. Maria del Bosco, che a seguito della soppressione fu trasferita nel comune di Contessa. Nello stesso anno fu nominato bibliotecario della nuova biblioteca comunale.
Nel 1873 fu maestro di disciplina del seminario greco-albanese di Palermo e nel 1883 fu nominato parroco della comunità di rito bizantino a Malta .
Nel 1889  fu consacrato  Vescovo titolare di Gadara  con le funzioni di vescovo ordinante per gli Albanesi di rito bizantino della Calabria e di Presidente del Collegio italo-greco-albanese S. Adriano in S. Demetrio Corone (CS).
Nel 1895 venne promosso dalla sede titolare episcopale di Gadara a quella metropolitana di Neocesarea del Ponto con sede a Roma, presso il Pontificio Collegio Greco.
Svolse le funzioni di prelato ordinante a Roma per il rito bizantino dal 1895 al 1902. Dopo tale data si dedicò particolarmente alla predicazione, ministero che aveva sempre prediletto ed esercitato, e soggiornò spesso nel paese natio, dove si ritirò definitivamente nel 1923.

Valente predicatore - Mons. Giuseppe Schirò svolse un'intensa attività nel campo culturale, religioso ed ecclesiastico.
Colto e valente predicatore era spesso invitato da Vescovi, Parroci e Superiori     di ordini religiosi per prediche quaresimali, esercizi spirituali, inaugurazioni di nuove chiese, feste patronali, commemorazioni di illustri figure di sacerdoti e religiosi, ecc.
Numerosi suoi panegirici, conferenze e  omelie suscitarono l'attenzione e l'ammirazione non solo dei fedeli ma anche di molti Vescovi e Cardinali.
Papa  Giovanni  XXIII, memore  delle conferenze svolte da  mons. Giuseppe   Schirò   in   occasione  di un   Congresso   Eucaristico, durante una visita alla Badia Greca di Grottaferrata, al Prof. Giuseppe Schirò, omonimo e nipote del Prelato, disse che  suo  zio, per la sua vasta e profonda cultura, doveva essere chiamato "Crisostomo" (Bocca d'oro) non Giuseppe.
Sono  infatti molto noti i discorsi tenuti da Mons. Schirò in occasione dei Congressi Eucaristici di Orvieto  (1897), di Venezia (1897) e di Torino (1903), i cui testi sono stati pubblicati e diffusi dalla S. Congregazione Vaticana de Propaganda Fide.
Famose anche le sue prediche tenute per il Quaresimale del 1902 nella Basilica di San     Giovanni in Laterano, presenti i più alti dignitari ecclesiastici di Roma.

Significato della sua opera e tumulazione speciale nella chiesa parrocchiale greca.
Mons. Giuseppe Schirò, per la molteplice attività svolta, i numerosi impegni assolti ed i vari incarichi assunti nel campo ecclesiastico, religioso e culturale, onora con le sue opere, gli Italo-albanesi, il paese natio e la Chiesa.
L'Associazione culturale "Nicolò Chetta" pertanto, per onorare la sua memoria, ha curato gli adempimenti per la tumulazione dei suoi resti mortali nella Chiesa parrocchiale greca (seconda cappella, entrando a destra).
La sua urna cineraria, custodita dal 1927 nel cimitero di Contessa, nella cappella di S. Giuseppe, è stata trasferita nella Chiesa parrocchiale greca nel 1994, dove è stata collocata in una nicchia coperta da un bassorilievo, che riproduce le sembianze di mons. Schirò con i paramenti vescovili.

P. S. - Soltanto pochi anziani di Contessa ricordano mons. Schirò che, il giorno otto settembre (fino al 1926) in corteo, accompagnato dal clero e dai fedeli, dalla sua abitazione (attuale casa della nipote ins. Pia Schirò, in via Musacchia), raggiungeva la chiesa della Madonna della Favara per celebrarvi il pontificale solenne.