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domenica 11 ottobre 2015

Ragionare, Capire e Decidere ............... di Ipazia 11.10.2015

Scuola di Mileto
Prima di chiudere il discorso sulla Scuola di Mileto riportiamo
uno schema che rievoca il contesto umano-sociale e quello culturale
entro cui i tre primi filosofi del mondo greco (appunto la scuola di Mileto, in Asia Minore)
tentarono di capire quale fosse il "principio" di tutte le cose.

Essi studiarono la physiologhìa: cause naturali (acqua, illimitato, aria).
Pur nell'impossibilità di concludere le ricerche essi
ridussero di molto il ruolo delle divinità tradizionali, alle quali
Omero ed Esiodo avevano assegnato  il primato nella
determinazione degli accadimenti dell'Universo.  
La Filosofia 7
Eraclito
Nacque ad Efeso, importante città greca nell'Asia Minore, non lontana da Mileto. Per avversione nei confronti dei suoi concittadini non partecipò mai alla vita pubblica preferendo la vita solitaria.
Per la sua formazione non ebbe maestri e da sè si diede alla scoperta della sapienza.

I precedenti tre filosofi di Mileto si erano soffermati sul problema del "principio di tutte le cose". Non avevano però riflettuto sulle conseguenze che l'intera realtà comporta.

1) Rilevò la perenne mobilità di tutte le cose che sono: nulla resta immobile, nulla permane in uno stato di fissità e stabilità, tutto si muove, tutto cambia senza posa e senza eccezioni.
Per esprimere questa verità si avvalse dell'immagine dello scorrere del fiume


A chi discende nello stesso fiume sopraggiungono acque  sempre nuove

Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siam e non siamo

Il senso
Il fiume è apparentemente sempre lo,  stesso, mentre in realtà è fatto di acqua sempre diversa, che sopraggiunge e si dilegua.
Per essere ciò che siamo in un dato momento, dobbiamo non essere più quello che eravamo nel momento precedente.
Dunque, nulla permane e tutto diviene. "Tutto scorre: panta rhei".

Il divenire si dispiega negli opposti
Il divenire è caratterizzato da un continuo passare delle cose da un contrario all'altro. Il giovane invecchia, il vivo muore ...
Il divenire è un continuo "conflitto dei contrari" che si avvicendano. Il conflitto e la guerra si rivelano quindi come il fondamento della realtà:

Il conflitto è padre di tutte le cose e di tutte re

Questo conflitto (pòlemos), questa guerra, è insieme pace, questo contrasto è insieme armonia. Lo scorrere perenne delle cose, l'universale divenire, si rivelano come armonia o sintesi di contrari, perenne pacificarsi di belligeranti e conciliarsi di contendenti:  

Ciò che è opposizione si concilia e dalle cose differenti  nasce l'armonia più bella, e tutto si genera per via di contrasto

Essi (gli uomini) non capiscono che ciò che è differente concorda con se medesimo: armonia di contrari, come l'armonia dell'arco e della lira.

La malattia rende dolce la salute, la fame rende dolce la sazietà, la fatica rende dolce il riposo. La stessa cosa è il vivente ed il morto, il desto ed il dormiente, il giovane ed il vecchio.
La molteplicità delle cose si raccoglie in una superiore dinamica unità:  
Da tutte le cose l'uno e dall'uno tutte le cose

Non dando ascolto a me, ma alla ragione (logos), 
è saggio ammettere che tutto è uno

In questo, allora, consiste Dio o il Divino. Eraclito dice: Dio è giorno-notte, inverno-estate, guerra-pace, sazietà-fame. Dio è pertanto l'armonia dei contrari, l'unità degli opposti.