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mercoledì 7 ottobre 2015

L'Occidente, il post-moderno della dimenticanza, gli altri --n.11--

Alla luce di ciò a cui assistiamo in Medio Oriente (Siria, soprattutto) e con i flussi migratori da quelle terre in direzione dell'Europa, da qualche tempo sul blog stiamo riflettendo sul nostro Occidente.

31) Come non accorgersi che il nostro mondo, l'Occidente, è pervenuto ai nostri giorni al vertice della potenza, potenza in termini di ricchezza, benessere, influenza militare e tecnologica mai raggiunta nella Storia nemmeno sotto l'Impero romano, e tuttavia adesso si ritrova solo di fronte a sè stesso, come se fosse avvolto in una forma di angoscia provocata dal fatto che l'uomo, l'uomo occidentale, è divenuto un "essere nuovo".

32) Viviamo entro costrizioni intellettuali e culturali che pochi ma solidi ambienti ci hanno tessuto tutt'attorno. 
Basta osservare i media (giornali, tv etc.) che, come se ubbidissero a dei comandi, ci influenzano e ci distolgono dalla rilevanza dei flussi migratori che arrivano dal Medio Oriente.
In queste ore i flussi in Europa sono tanto intensi quanto lo erano un mese fà, eppure gli schermi televisivi non ci mostrano più nulla in proposito.

33) I condizionamenti a cui noi occidentali siamo sottoposti sono tali che pur nell'angoscia possediamo confortevoli certezze che invece non sono altro che banali luoghi comuni. Molte delle "evidenze" che i media ci impongono di contro non hanno -spesso- quella razionalità che  in molti riteniamo.

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