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venerdì 9 ottobre 2015

L'Italia della decadenza. Quando la politica serve solamente ai politici (da quattro soldi)

L'Italia di Matteo Renzi, e di chi l'ha preceduto, sta facendo poca strada. 
Strada comunale di Contessa E.
che conduce in c.da Serra
Potrebbe essere una battuta, invece questi sono i termini della denuncia della Siteb, l'associazione costruttori e manutentori della rete viaria del paese, che raggruppa dai produttori di bitume, fino alle aziende che costruiscono rulli, vibrofinitrici e altri macchinari per spianare l'asfalto. 
«Negli ultimi otto anni gli investimenti nella manutenzione si sono più che dimezzati, lasciando le nostre carreggiate in una situazione di costante emergenza» , sostiene il direttore Stefano Ravaioli. 

Dai 44,3 milioni di tonnellate di asfalto del 2006 si è scesi ai 22,3 dell'anno scorso, su un patrimonio stradale di 500mila chilometri escludendo le strade vicinali e comunali urbane. Per sistemarle occorrerebbe impiegare almeno «40 milioni di tonnellate annue, ben 18 in più di quelle registrate lo scorso anno» , sostengono da Siteb.

Dei 650 impianti di conglomerato bituminoso attivi nel nostro paese prima della crisi, «ne sono rimasti 400» . Gli operai nei cantieri si sono quasi dimezzati, «passando dai 50mila ai 20mila» .