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sabato 24 ottobre 2015

La cultura. Come leggere il potere, l'autorità, la verità e l'esperienza religiosa (3)

Cos'è la cultura in senso antropologico

Prima di avviare il discorso dobbiamo porre una premessa, ossia che l'uomo pur essendo parte del mondo animale, presenta molte caratteristiche che lo pongono in una situazione di gran lunga particolare rispetto agli altri animali. 

Possiede esso solo la capacità di produrre significati e dare senso a ciò che gli sta attorno. L'essere umano è l'unico che attribuisce al mondo, allo scorrere della vita, dei significati perchè esso solo trova il mondo  e lo scorrere della vita sul mondo rivestiti di significati. 
Possiamo quindi asserire che l’homo sapiens sapiens è l'unica creatura che produce, attribuisce, senso. Ogni giorno è in condizione di scoprire che il mondo è rivestito di significati e che gli oggetti che in esso insistono acquistano senso in relazione all’esperienza che egli va accumulando.

Punto da tenere presente:
L’adattamento dell’uomo all’ambiente, al contesto che gli sta attorno, dipende poco dalla sua costituzione biologica, e molto dalla sua capacità di produrre cultura.
Grazie alle dimensioni e alla complessità che il cervello umano ha raggiunto nel corso della lunga evoluzione, egli potrà dopo la nascita apprendere in misura quasi illimitata. 
L’essere umano oltre ad essere un corpo, un organismo immerso in un ambiente, ha un corpo, cioè possiede la coscienza di sé. Nessun animale ha coscienza di sè, nè di essere. Gli (altri) animali vivono e si muovono in forza dell'istinto. 
Nell'uomo c'è un “io” che è in grado di guardare se stesso, interrogarsi, e che lo rende responsabile delle proprie azioni, nonostante tutti i limiti e tutti i condizionamenti e le regole.
Esiste inoltre la capacità del nostro cervello di adattarsi a sollecitazioni diverse, grazie ad un ampio margine di libertà, vale a dire la plasticità del cervello umano.
L'organismo dell'uomo continua (ancora oggi) a modificarsi, quando già siamo in relazione con il mondo esterno, che però è un mondo sociale  e culturale, cioè rivestito di significati.

L’uomo in entrambi i suoi aspetti di organismo (corpo) e di coscienza, è un prodotto sociale, relativo, particolare perché tali sono le cornici socio-culturali  entro le quali egli si trova a nascere, crescere, svilupparsi, apprendere, fare esperienza, comprendere, pensare, immaginare, informarsi, parlare, fantasticare, provare emozioni e sensazioni, farsi delle opinioni,…. 
È solo grazie alla sua capacità di produrre senso che l’uomo può vivere in un contesto di ordine, direzione e stabilità, entro un ordine sociale.

L’uomo di per sè è un essere carente, debole, fragile rispetto al contesto della natura; questa circostanza  comporta grandi conseguenze con riguardo alla sua costituzione biologica e socio-culturale:
1) l’uomo nel corso  dell'evoluzione organica ha ospitato la sua evoluzione culturale; in lui -e solo in lui- si è radicato nella costruzione biologica fin dalle origini (= paleo) la componente culturale (= antropologia). 
Evoluzione biologica e culturale nell'uomo si sono influenzate a vicenda.

2) il carattere indeterminato e plasmabile dell’essere umano lo rende modellabile; esso si costruisce in relazione all’ambiente e si trasforma sulla base dell’ambiente fisico e culturale in cui cresce. 
Ciò non capita in nessun altro essere vivente (animali).

3) La cultura (l'uomo modellato dal contesto in cui vive e cresce) consente e dà forma alla straordinaria capacità di agire e pure di modificare la natura in modo che questa possa essere utilizzata per consentire la vita, una vita sempre diversa rispetto a prima.

4) la cultura dell’uomo non esiste in astratto ma in singoli e concreti contesti di vita, quindi bisogna parlare di culture al plurale e non di cultura in generale.  
Il pensiero dell’uomo muta infatti  in relazione ai diversi contesti  storico-culturali in cui l’individuo vive. L’umanità assume forme di vita varie e discordanti. 
La cultura è azione/trasformazione della natura e conferimento di senso. 
La cultura sono le diverse culture, i differenti linguaggi, le diverse memorie, le diverse forme di vita. 
La diversità è il prezzo inevitabile che l’animale incompleto e debole che è l'uomo è costretto a pagare per darsi forma, azione e significati.