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martedì 27 ottobre 2015

Arcidiocesi di Palermo. Arriva il nuovo Vescovo

Da LA STAMPA

       Un parroco diventa arcivescovo in una sede tradizionalmente cardinalizia. «Quella di don Corrado Lorefice è un a nomina fuori dagli schemi: è un valido sacerdote e saprà reggere il peso di una sede difficilissima- osserva il vescovo di Mazara del Vallo e delegato Caritas in Sicilia, Domenico Mogavero-. Una scelta profetica che darà frutti sorprendenti». 
Ma «per cambiare le cose a Palermo gli serviranno audacia e coraggio: abbiamo fiducia in Francesco, ha scelto una persona di qualità, con ottime referenze», aggiunge l'ex numero tré della cei. Da vicario episcopale della diocesi di Noto retta da Antonio Stagliano alla cattedra più ambita in Sicilia. 
Sconosciuto al grande pubblico, molto apprezzato nel clero. Il 7 ottobre, la convocazione alla Curia palermitana sembrava il momento buono, ma era stata invece l'occasione per l'annuncio della designazione dell'ausiliare Carmelo Cuttitta alla guida della diocesi di Ragusa. Autore di libri su padre Pino Puglisi, sul Concilio Vaticano II e su figure come il monaco Giuseppe Dossetti, è un sacerdote di profonda cultura teologica ed esperto in altri campi, ma anche molto semplice e in linea con il nuovo pastorale impresso da Francesco all'episcopato. 
Don Corrado nasce in una solida famiglia ma sceglie presto la Chiesa della povertà. Dal balcone della casa paterna si affacciò Marcello Mastroianni nel film «Divorzio all'italiana» di Pietro Germi. Suo padre animava la confraternita di Spaccaforno. Le cronache locali riferiscono la scorsa estate del matrimonio di una nipote di don Corrado. Sull'altare a celebrarlo è un sacerdote per vent'anni missionario in Argentina. Li divenne amico di un carismatico e austero gesuita: Jorge Mario Bergoglio. 
Il ricordo dell'insegnante vescovo «Don Corrado è stato mio allievo allo Studio teologico San Paolo di Catania, lo conosco fin da ragazzo- spiega l'arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi-. Per Palermo è la scelta giusta anche perché ha da poco superato i cinquanta. Siciliano Don Corrado Lorefice nasce ¡n una solida famiglia, suo padre animava la confraternita Spaccaforno, lui sceglie presto la Chiesa della povertà t'anni quindi ha davanti un lungo mandato per programmare interventi profondi e pianificare bene la sua azione in ogni ambito della vita diocesana. Ha tempo e capacità per impostare un lavoro complessivo». 
Tutt'altro, quindi, che un salto nel buio. «Ha una grande esperienza educativa, è stato vicedirettore del seminario e insegna teologia morale- evidenzia Pennisi-. All'impegno accademico ha sempre unito l'attitudine alla carità. Ricordo la tesi sul vescovo sociale Blandini che fu maestro di don Sturzo e i suoi studi sul Concilio». Ma soprattutto, precisa, «don Corrado ha talento pastorale: sa coinvolgere i giovani nelle attività parrocchiali e i sacerdoti di Palermo troveranno in lui ascolto e aiuto». 
Non un principe della Chiesa distante dalle parrocchie e vicino agli ambienti che contano, bensì «un parroco dalla parte degli ultimi», sottolinea Pennisi. Vangelo della misericordia, non più Chiesa d'apparato.