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mercoledì 30 settembre 2015

Ragionare, Capire e Decidere ............... di Ipazia 30.09.2015

In questo spazio del Blog stiamo tentando di raccontare la storia della Filosofia, quel gioco di argomentazioni contrapposte, quel progressivo accumularsi  delle conoscenze o -se si vuole- quel conflitto fra ragioni alternative intese a dare risposte razionali alle domande fondamentali su:
-che cosa è il mondo ?
-come possiamo conoscerlo ?
-esiste la divinità ?  
-quale è il senso dell'esistenza umana ?
-quali sono le norme e i valori morali che garantiscono il buon ordine della vita associata ?

Gli strumenti offerti dalla riflessione filosofica ci aiutano -quindi- a comprendere il mondo in cui viviamo, il senso della nostra esistenza, della giustizia, della felicità, del rapporto con gli altri, delle vicende politiche sociali morali che ci coinvolgono. 
Questi strumenti stimolano in ciascuno di noi "il senso critico" con cui rileggere ciò che il mondo in cui abitiamo (il nostro ambiente), la tradizione, i mezzi di comunicazione, le autorità di governo ci propinano.

"Il senso critico" protegge dalle tante sciocchezze che circolano in giro la nostra autonomia di giudizio dalle pressioni delle credenze diffuse, dai pregiudizi sciali, dalle accettazioni passive e conformistiche.
La Filosofia è quindi intesa come bussola per la ricerca della "verità", del "senso", della "conoscenza" e per crearsi un profilo di "personalità" libera e consapevole.
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La Filosofia 5
riepilogo
Abbiamo assodato finora che gli inizi della filosofia datano fra il VII e l'inizio del VI secolo a.C. nell'Asia Minore, nella città greca di Mileto con la figura di Talete e successivamente con quella di Anassimandro.
Perchè in Grecia e non in Egitto, o in Persia  a Babilonia ?
Quasi all'unanimità, la risposta è che in Grecia non esisteva un stato unitario autoritario regio o imperiale ma vigeva l'autonomia di ogni città (polis) e da qui lo spirito genericamente democratico dei greci, nel cui ambito è stato pertanto possibile la nascita della filosofia e dello spirito critico. A ciò va aggiunto la conoscenza, da parte dei greci, delle culture limitrofe egizie e babilonesi.

Sia Talete che Anassimandro si sono posti l'biettivo di capire quale sia l'elemento, "il principio" da cui proviene ogni cosa esistente, da qui il loro interesse sulla natura.
Il primo sostenne fosse l'acqua, l'altro invece "l'illimitato" o "l'indeterminato". Anassimandro forse ha voluto dire che le cose che stanno attorno -a noi uomini- nascono da una sorta di magma originario, illimitato, e in esso sono destinate a tornare, per poi verosimilmente rigenerarsi.
Nel momento in cui nascono e si impongono le nuove "cose" commettono una "ingiustizia" a danno dell'esistente, delle altre cose preesistenti. Da qui l'onere di dover subire una "pena", il loro essere annullati nel tempo, o per meglio dire il loro ritornare nell'illimitato originario.