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mercoledì 23 settembre 2015

La riflessione di Gjovalin ... 23.09.2015

L’egoismo, l’indifferenza, l’alienazione, l’isolamento odierno delle persone, le ha progressivamente slegate le une dalle altre, illudendole che la costante crescita dei redditi e dei diritti personali non avrebbe mai conosciuto soste o repentini cambi di direzione.

Abbiamo pensato, sotto l’induzione artificiale personalistica ed egocentrica tipica del nostro tempo, di poter fare a meno degli altri e della condivisione dei loro destini, ci siamo illusi che la solidarietà possa essere solo il più sdolcinato slogan di utopie superate.
Il passaggio infausto dalla centralità del “noi” a quella dell’”io” è avvenuta sotto la spinta economica capitalistica, imprescindibile del resto dallo stesso concetto di democrazia e civiltà moderna.

Il capitalismo non si è mai potuto accontentare di soddisfare i bisogni primari e le virtù dei cittadini, ha piuttosto sempre avuto il bisogno di alimentare i loro vizi, la loro bramosia di crescita ed i sentimenti di invidia verso gli altri. Quando la maggior parte delle persone era povera e le seduzioni del mercato ancora sconosciute, le cose andavano diversamente.
Solo settanta anni fa, quando la civiltà contadina rappresentava ancora l’ultima propaggine dei valori medievali, nelle nostre campagne la reciproca assistenza e la solidarietà economica, surrogavano lo stato e consentivano la sopravvivenza.