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domenica 13 settembre 2015

Flash sulla nostra Storia

Il Territorio ed i 
condizionamenti della baronia

Come era strutturato lo spazio che oggi costituisce il territorio di Contessa Entellina prima che arrivassero gli arbrësh ?

E’ certo che nel Bosco di S. Maria era già da decenni attivo il Monastero che sotto il profilo socio-economico era un “feudatario-ecclesiastico” con vasti feudi che insistevano un po’ ovunque nella Sicilia Occidentale, dal Trapanese al Palermitano e pure all’Agrigentino, ma anche oltre.
Nel corso del XV secolo (1410-1480) il problema prioritario dei Peralta e poi dei Cardona, signori del luogo, era di rivitalizzare i loro feudi con popolazioni rurali. Da quasi due secoli (da quando Federico II ridusse all’estinzione gli abitanti mussulmani che risiedevano al di là dei monti che separano Palermo dal resto della Sicilia Occidentale) il territorio era animato da pochi insediamenti sparsi e con gente dedita esclusivamente all’allevamento.
In quei pochi casali sotto il profilo agrario si conduceva una vita di puro sostentamento. 
A Calatamauro era comunque ancora attivo il fortilizio militare che per il vettovagliamento si serviva del mulino e del fondaco che stavano giù, a Bagnitelle, e che venivano usati pure per la sosta o per il cambio dei cavalli dei corrieri militari che attraversavano la Trazzera Regia che da Corleone raggiungeva Sciacca passando in adiacenza alla contrada Scirotta.
In questo periodo -anteriore all’arrivo degli arbëresh- va però emergendo lentamente una struttura feudale più duttile e pervasiva. Il baronato è alla assidua ricerca di opportunità per ripopolare il casale di Contessa stante che la struttura agro-pastorale del territorio non rispondeva alle esigenze di valorizzazione. I mercati europei esigevano dalla Sicilia grossi quantitativi di grano, era pertanto urgente la riorganizzazione dell’intera economia dell’isola finalizzata a sfruttarne  la vocazione cerealicola.
 Tra Quattrocento e Cinquecento, questi processi di riorganizzazione economica incisero:  
1) sull’abbandono delle forme di insediamento disperse nei casali e sulla riaggregazione della popolazione in villaggi demograficamente accorpati; infatti con l’arrivo degli arbëresh si procedette alla fondazione del paese.
2) sulla riorganizzazione degli spazi agrari in base a norme intese a salvaguardare un maggiore equilibrio tra agricoltura e allevamento al punto che i contadini furono costretti a frequenti e lunghi spostamenti in conseguenza della parcellizzazione dell’arativo in più luoghi.

3) sul progressivo consolidamento di strutture familiari mononucleari rispetto a quelle patriarcali o di clan conseguenza del fatto che il baronato, nei capitoli di concessione agraria pattuiti con le comunità e specificatamente con gli arbëresh, assegnava in enfiteusi ad ogni  nucleo le terre aratorie di Serradamo o Contesse e le pertinenze demaniali (pascolo e legnatico) sul resto della baronia necessarie per il sostentamento.