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sabato 1 agosto 2015

La riflessione di Gjovalin ... 01.08.2015

Chi ha debiti da pagare sappia che il mese di agosto è arrivato.
A Contessa Entellina nessuno può essersi distratto; le campane della Matrice questa notte alle 24,oo in punto hanno annunciato a tutti con una lunga e insistente "campaniata" che il mese in cui scadono i contratti è arrivato.

La campaniata notturna del primo agosto è ciò che resta a ricordarci come -in passato- quando non esisteva altra economia che quella "contadina" tutto era scandito dal "centro della comunità", ossia dal Tempio, dal divino, dal sacro.
In agosto i contadini lasciavano ai gabelloti gli appezzamenti di terreno che avevano coltivato per l'intero anno; adesso, la notte del primo agosto la campaniata notturna stava a ricordare che era arrivato il tempo in cui occorreva saldare i residui debiti; la lunga campaniata voleva ricordare pure a chi aveva ottenuto una abitazione in affitto che era arrivato il termine entro cui il contratto era arrivato a  scadenza; non restava pertanto che lasciare -entro agosto- libero l'alloggio oppure rinnovare, con nuove condizioni, il contratto d'affitto.

La vita comunitaria per secoli è stata sempre scandita dalla torre del Tempio, dal campanile.
Ancora oggi è così; molti non lo sanno perchè rispetto alla società "contadina" la gran parte della popolazione è apatica, è disinformata, è ignorante. 
Nella società contadina il calzolaio, il fabbro, il mugnaio, l'artigiano, u burgisi, in buona sostanza i capi famiglia erano depositari del sapere del loro tempo, quasi di tutto.
Oggi nemmeno gli studenti universitari sanno che la loro vita continua ad essere condizionata  dal Tempio. 
Il mondo della società globalizzata, il mondo della finanza, preferisce -oggi- che dell'esistenza del Tempio siano numericamente i meno possibili ad averne cognizione. 
Oggi il sapere per vivere si preferisce non farlo conoscere. 
Non per nulla la Scuola è il colabrodo dove non si apprende nulla e si cresce da stupidi o -bene che vada- da capricciosi per poi fare i politicanti.
Da che l'uomo esiste il Tempi è sempre stato posizionato nel cuore, al centro di attenzione della comunità.  Tutte le strade dell'abitato conducevano (e tutt'ora conducono) al Tempio.
Un tempo (ed ancora oggi) nel Tempio si pigliavano le decisioni comunitarie. 
In epoca cristiana la stessa funzione fu assolta dalle Cattedrali, dalla Matrice e/o dalla Chiesa suffraganea che stava in piazza. 
Pochi sanno che fino ai primi del Novecento il seggio elettorale per il rinnovo dell'Amministrazione Comunale di Contessa Entellina si teneva nella Chiesa delle Anime Sante, in piazza.
La campaniata di questa notte è quindi un residuo dei costumi di altri tempi.
Oggi, allora, il Tempio dov'è ?

Non lo insegnano a scuola e nemmeno al catechismo: il Tempio dei nostri giorni, quello che sta al centro dell'interesse delle persone che decidono le sorti delle comunità, per noi italiani sta a Piazza Affari, a Milano. Il centro del centro della città.
Nella religione dei nostri giorni, quella dell'egoismo e dell'arricchimento a tutti i costi, anche rubando, il Tempio che sta al centro del nostro interesse è la "Borsa"; non per nulla anche architettonicamente i prospetti di tutte le principali Borse esprimono "solennità" e il loro operare è scandito da "riti", vere e proprie liturgie.
Non tutti ne sono consapevoli.  E questo è ciò che il Potere esige, la religione affermatasi nei nostri tempi preferisce che siano pochi coloro che conoscono il funzionamento di questo mondo; che conoscono il motore del mondo dei nostri giorni.

La Borsa, al centro delle principali città del mondo,  è quindi il luogo dove vengono scanditi i tempi del nostro vivere, della politica, dell'economia, dei rapporti sociali, della religiosità popolare, delle amicizie, degli odi, delle ruberie, della ricerca scientifica, della fame e degli stermini nel pianeta.

Auguriamoci che la campana della Matrice di Contessa Entellina continui a ricordare il primo e l'ultimo di ogni mese di agosto che è esistito un tempo, forse povero in risorse, ma ricco di attenzioni, in cui al centro delle comunità non stava l'egoismo ma l'umanità.