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venerdì 21 agosto 2015

I consigli di base per chi vuole conoscere la Chiesa di Piana degli Albanesi -- n. 4

Quella di Piana degli Albanesi è una Chiesa particolare cattolica
istituita nel secolo trascorso.

Il riconoscimento si ebbe con la creazione delle due Eparchie: quella di Lungro (13 febbraio del 1919 da papa Benedetto XV con la Bolla Catholici Fideles e quella di Piana (26 ottobre del 1937 da papa Pio XI con la Bolla Apostolica Sedes). 
Anche il Monastero di Santa Maria di Grottaferrata, il 26 settembre del 1937, venne elevato con la Bolla Pervetustum Cryptaeferratae Coenobium al rango di Esarchia, con l’Egumeno elevato alla dignità di Archimandrita. 

lex orandi
Se ciò che celebriamo è ciò in cui crediamo, il rito bizantino non può non porci in profonda comunione con le realtà in cui si declina e si celebra la Resurrezione.
La Liturgia ed i Paramenti bizantini nulla quindi tolgono alla "comunione" con gli altri cristiani.

Come ovviare alla fin troppa ignoranza esistente sul rito bizantino ?
 Qualche anno fà l'Eparchia di Lungro ha proposto la costituzione di un direttorio unitario – fra l'Eparchia di Lungro, di Piana degli Albanesi e Grottaferrata – per la liturgia, per la catechesi e per missionarietà, affinché si uniscano le forze e si eviti la frammentarietà e la scarsa comunicazione constatati non solo a livello intereparchiale ma anche a livello intraeparchiale. 
Solo grazie a una coordinazione degli sforzi – si è convenuto in quella sede - sarà possibile contrastare lo spopolamento dei centri urbani degli albanesi d'Italia e la secolarizzazione che minaccia la Chiesa tutta, non solo quella italo-greca o italo-albanese. 

Mons. Lupinacci, Eparca emerito di Lungro e già stimatissimo ed apprezzatissimo Eparca di Piana degli Albanesi, ha in quella sede ricordato “gli arbëreshë nel mondo sono tantissimi, non dobbiamo aver paura e credere di essere pochi. Dobbiamo soltanto essere uniti.”


Il sogno di P. Giorgio Guzzetta
Il sogno del padre Giorgio, di veder concesso alle colonie greco-albanesi di Sicilia 
un vescovo di rito greco
iniziò ad avverarsi soltanto il 6 febbraio del 1784, data in cui papa Pio VI (1775-1799), con la Bolla Commissa Nobis, erigeva in Sicilia, la figura del 
Vescovo ordinante di rito greco.

Con questa istituzione tutti gli italo-albanesi di rito greco presenti nell’Italia venivano riconosciuti come comunità ecclesiale.