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venerdì 28 agosto 2015

Eparchia. Va diffusa la conoscenza, nessun tenga per sè la verità

L'Eparchia di Piana degli Albanesi da decenni, dagli anni sessanta, ha abbandonato ogni e qualsiasi forma di informazione verso l'esterno.
Da quando sono venuti meno i grandi padri fondatori dell'Eparchia, le nuove generazioni di sacerdoti hanno cominciato a distrarsi dal ruolo speciale dell'Istituzione cui appartengono.
E perchè non dirlo ? 
La loro consapevolezza sul bene prezioso liturgico-culturale che detengono ha iniziato la fase discendente; è venuto meno il seminario, sono venute meno le riviste e le pubblicazioni, sono venuti meno i monaci basiliani e sono prossime a venire meno le suore basiliane.

La nostra è -non vi è dubbio- una epoca  di grandi cambiamenti.
Nella difficile situazione attuale è comunque importante diffondere la conoscenza delle "pietre nere" e della comunità minoritaria cattolico-bizantina in terra di Sicilia. 
Una conoscenza che deve passare per forza attraverso un sguardo più generale  sul contesto su cui questa presenza si colloca.
Conoscere è d'altronde mezzo indispensabile per creare veramente, attraverso il dialogo, ponti di incontro tra uomini e culture. 
Solo conoscendosi nasce la stima e l'incontro reciproco fra "diversi".
Quando non si possiede "conoscenza" viene meno il rispetto verso la dignità altrui, verso la Storia e la Cultura altrui, ed ottusamente si punta dritto dritto all'omologazione, all'annullamento del "diverso".

Per noi del Blog l'incidente del Vescovo bizantino che sorvola sin dai primi giorni del suo arrivo nel territorio eparchiale sui testi conciliari e sugli atti del II Sinodo di Grottaferrata è più che un incidente. 
E' un ripudio del modo di svolgere il dialogo col divino (=Liturgia) secondo il rito bizantino prescritto nei documenti ora ricordati qui sopra. 
E' il rifiuto di predicare il Vangelo ad altri, ai latini nel caso specifico,  presentandosi da Vescovo bizantino, quale Egli è stato ordinato. Non ci risulta che altrove sia stato ordinato Vescovo romano.

I Vescovi latini a cui vengono affidati in cura parrocchie bizantine, nel corso delle loro visite in esse, vestono da latini. Così si comportano in tutto il pianeta.
Su questo schema ha operato l'Eparchia di Piana degli Albanesi per i primi 70 anni dall'istituzione, nei confronti delle parrocchie latine.
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Il mio amico non credente
"Se il vescovo ha il sincero dubbio che ai latini il Vangelo non può essere predicato in presenza di paramenti alla greca, perchè  inidonei, dovrebbe avere l'onestà di informare pure voi bizantini di queste inidoneità.
Non può volere il bene dei soli latini ed il vostro danno.
A meno che Egli sia un relativista, ossia sia privo di una verità da predicare".

Ho risposto:
Troppe brave persone sono convinte, come ho sentito dire una volta a una signora al bar, che Einstein sostenesse che tutto è relativo...