StatCounter

mercoledì 12 agosto 2015

Eparchia. Il vescovo yankee che fa il segno della croce alla dritta e "alla riversa"

Mons. Giorgio Demetrio Gallaro da qualche anno è consultore della Congregazione delle Chiese Orientali. 
Questa circostanza dà l'idea di come Roma intenda i rapporti con le Chiese Orientali: comunità da gestire a prescindere della conoscenza che di esse si possiede.

Trasformata in terminologia "politichese" la Congregazione delle Chiese Orientali è un posto come un altro di "sottogoverno". 
Da lì si guardano le Chiese orientali cattoliche, e quelle ortodosse, con l'ottica di individuare momento e circostanza di occupazione, di conquista.

La dirigenza della Congregazione è saldamente in mano a uomini fidati di Santa Romana Chiesa e non manca, in alcuni dei componenti, l'ottusità culturale.
I Superiori della Congregazione sono attualmente il Prefetto, Cardinale Leonardo Sandri, argentino, e l’Arcivescovo Segretario, Mons. Cyril Vasil’ S.J., gesuita, che quando può esibisce paramenti bizantini, e il Sotto-Segretario, Mons. Maurizio Malvestiti.

I paramenti bizantini in pratica sono un abito che può, ma non sempre, usarsi per le feste e le occasioni. 
Lo abbiamo visto -pure- col vescovo venuto da qui vicino, da Pozzallo.

Pure la liturgia dovrebbe, secondo tutte le Chiese orientali essere celebrata solennemente. Ma i consultori, tranne qualche sparuto componente pescato in Medio Oriente, nemmeno sanno cosa significa celebrare solennemente.

Abbiamo visto ieri che l'art. 544 delle norme canoniche fissate a Grottaferrata sancisce, impone, al Vescovo di Piana degli Albanesi -quando entra nelle Chiese di rito romano- di celebrare nel rito orientale (§2).
Mons. Gallaro -verosimilmente- avendo ricevuto un mandato di latinizzare ciò che si può, già pochi giorni prima di essere ordinato, preso dalla voga, a Mezzojuso, ha celebrato un funerale in rito romano esigendo (ma forse ottenendo spontaneamente dal poco serio clero bizantino) aiuto e conforto nella scelta. 
Quello che pochi giorni dopo diventerà il suo segretario, papàs Giorgio Rosario Caruso e quello che diventerà il diacono di cerimonia, Sergio Spitaleri in men che si dica hanno indossato pure loro paramenti romani, nonostante per tutti costoro (vescovo designato compreso) erano di facile disponibilità i paramenti bizantini.

Cosa sta accadendo ?
Perchè si stanno disapplicando, col favore del clero  bizantino, tutti i canoni ?
Come mai il clero sta zitto ? 
per ignoranza ? 

Il Vescovo viene da vicino e noi per personale giudizio (ma non fa testo il nostro pensiero) riterremmo giusto che Egli vesta sempre, pure di notte e quando va in bagno, alla latina; però il Sinodo la pensa diversamente ed ha imposto nel caso specifico in cui Egli sia un latino di celebrare secondo il rito bizantino. 
Gli impone pure di istruire i fedeli latini sulla corretta comprensione dell'identità rituale bizantina dell'eparchia.
Piaccia questa circostanza  o meno al Vescovo venuto da vicino ed al clero poco serio che ama, contro ogni onere prescritto, vestire alla  romana a Mezzojuso come a Roma, a Palermo come nei paesi vicini e lontani, per il solo gusto di appostare su facebook la foto ricordo.

I due componenti il clero (oggi sacerdote-segretario e diacono-disponibile) a nostro giudizio dovrebbero essere sottoposti ai richiami disciplinari prescritti per la scarsa serietà. 
Sconoscono i loro oneri e doveri di componenti il clero dell'Eparchia; riteniamo pure che i loro ripetuti comportamenti in questo senso siano riportati nei fascicoli personali; a futura memoria.
L'art. 541 dei deliberati di Grottaferrata stabilisce, per la serietà di tutti: 
"Per quanto riguarda il rito il CCEO (ca. 28, §1) specifica che esso è un "patrimonio liturgico, teologico, spirituale e disciplinare" distinto in base alla cultura e alle circostanze storiche dei popoli, che viene espresso nel modo proprio di vivere la fede di ciascuna Chiesa".

Caro Monsignor Gallaro, caro amico Caruso, caro diacono Sergio, non siete sul parco, non state recitando folklore !
Giocate con la Liturgia ? 
Se la pensate così, ditecelo. Preferiremo andare in Teatro.