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giovedì 16 luglio 2015

Uomini, fatti, eventi. Come li ricordiamo oggi

16 Luglio

Nel poligono di Alamogordo in New Mexico, alle 5.30 del mattino di quel 16 luglio 1945 si svolge, nell’ambito del Progetto Manhattan e sotto la direzione scientifica di Robert Oppenheimer, il primo test nucleare della storia. 
Trinity è il nome assegnato a questo test e riguarda una bomba al plutonio, chiamata in codice The Gadget.

La bomba esplose correttamente con una potenza di 19-21 chilotoni e un rendimento dalle due alle quattro volte superiore a quello inizialmente previsto.
Sul sito del test, in seguito all’esplosione, si formò un residuo vetroso al quale, una volta rinvenuto, venne dato il nome di “trinitite“.
Il Trinity test è unanimemente considerato come il momento in cui “il genio è uscito dalla bottiglia“, dando così inizio all’era degli armamenti nucleari. 


Il Progetto Manhattan era nato nel 1939 come semplice proponimento di ricerca; mutò nel 1942 i suoi obiettivi e crebbe fino a occupare più di 130.000 persone e costando alla fine oltre 2 miliardi di dollari dell’epoca (corrispondenti a 28 miliardi di oggi).
Subito dopo il Trinity Test, la seconda bomba costruita (nome in codice “Little Boy“) fu quella fatta esplodere su Hiroshima il 24 luglio 1945 e la terza (nome in codice “Fat Man“) quella su Nagasaki il 9 agosto 1945.

Nel 1942 il Governo degli Stati Uniti aveva assegnato la direzione del Progetto Manhattan al fisico, di origini tedesche, Robert Oppenheimer per le sue notevoli intuizioni e doti organizzative. Oppenheimer si circondò dei migliori fisici nucleari del mondo, costituendo il gruppo di ricerca più importante che sia mai esistito in tutta la storia della scienza. Ma, a differenza di molti suoi colleghi, fu sempre consapevole della propria parte di responsabilità per il lancio dell’atomica su Hiroshima e Nagasaki; Oggi la scienza ha conosciuto il peccatofu il suo sconsolato commento dopo l’esplosione della bomba di Hiroshima. Appena venti giorni prima, durante i test nucleari condotti ad Alamogordo, aveva pronunciato un’altra terribile frase, ripresa da un sacro testo di Veda: Sono diventato Morte.
Il suo dramma si manifestò nel dopoguerra quando, come presidente del comitato consultivo della commissione per l’energia atomica, si oppose alla costruzione della bomba all’idrogeno. Riteneva infatti che la realizzazione di un’arma di distruzione di massa di tale potenza non avrebbe risolto i problemi strategici degli USA e piuttosto ne avrebbe abbassato il livello etico. I suoi due maggiori avversari furono il fisico Edward Teller, che diventò poi il padre della bomba all’idrogeno americana, e il senatore Joseph McCarthy, persecutore fanatico di “attività antiamericane” per conto del Senato statunitense e la cui azione inquisitoria colpì anche Oppenheimer.

Nel 1954 venne sottoposto ad un’inchiesta al termine della quale gli fu vietato l’accesso ai segreti atomici. La comunità scientifica insorse per questa decisione e Albert Einstein guidò il gruppo di sostenitori di Oppenheimer, riuscendo, nel giro di pochi mesi, a confermarlo nel ruolo di direttore e professore dell’Institute for Advanced Studies di Princeton, carica che mantenne fino alla morte.