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sabato 4 luglio 2015

Sanità in Sicilia. Il balletto dei punti nascita

Una nota inviata dal Ministero della Salute, a firma del direttore generale Renato Bono, all'assessore regionale Lucia Borsellino (ex) il 21 maggio 2015 riporta la cronistoria o, per meglio dire, il balletto dei punti nascita siciliani. 

Si legge che in data 13 marzo 2015 la Regione ha inviato una proposta di deroga per il mantenimento di alcuni punti nascita per particolari condizioni oro-geografiche: Mussomeli, Bronte, Nicosia, Mistretta (peraltro già chiuso nel 2012), Corleone, Pantelleria, Lipari, Petralia e la casa di cura Attardi di Santo Stefano di Quisquina. 
11 giorno successivo a tale nota - si legge ancora - il 14 marzo 2015 ne segue una seconda in cui viene fatto rilevare che si sta procedendo, entro il 30 aprile 2015, alla chiusura dei punti nascita di Licata, Cefalù, Paternò e della casa di cura Argento di Catania. 
Successivamente in data 23 aprile la Regione ha inviato un'altra richiesta di deroga per i punti nascita di Cefalù e Licata, sconfessando clamorosamente la propria nota di dieci giorni prima. 
Il Ministero, prima dell'arrivo di altre note dalla Regione Siciliana, ha ritenuto, autonomamente o su suggerimento di qualche politico di salvare, anche se con riserva, i punti nascita di Nicosia, Corleone, Pantelleria e Cefalù, quest'ultimo a causa "degli oggettivi ed insuperabili disagi di viabilità che rendono difficili i collegamenti con il territorio e che potrebbero comportare inadeguatezza dell'assistenza sanitaria".

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