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mercoledì 8 luglio 2015

L'Osservatore (4)

Sei greco, sei latino ?

La Chiesa di oggi ha ha mille problemi su come posizionarsi nel vivere del mondo. Per intanto esaminiamo i problemi della Chiesa Universale. In seguito, se avremo voglia stante la piccolezza della tematica, esamineremo le ataviche distinzioni rituali che predominano dalle nostre parti che per noi hanno una importante valenza cultuale e culturale e mai, come i pigri delle nostre zone ritengono, esistenziale.

Esistono tanti modi di intendere e vivere il cristianesimo e pure lo stesso cattolicesimo, lo affermano i sacerdoti, lo testimoniano le esperienze dell’associazionismo.
Dall’identitaria impostazione di “destra” di Comunione e Liberazione fino al cristianesimo sociale di “sinistra”, c’è posto per tutti o quasi.
In alcuni prevale il primato della dottrina, che spesso significa anche affermazione della centralità della legge (il decalogo) ed in altri il primato della solidarietà.
Potrebbe sembrare ovvia la necessità di includere tutti gli aspetti in un'unica fede, ma l’applicazione pratica dei principi e le diverse interpretazioni culturali, portano ad una abissale differenza di posizionamento sui grandi temi dell’esistenza.
Spartiacque storico dell’antagonismo è l’avvento del Concilio Vaticano II, momento di profonda riflessione all’interno della Chiesa e occasione di messa in discussione di tanti approcci considerati intoccabili fino a quel momento.

Partendo dal rilancio del primato della solidarietà (del resto contenuto esplicitamente nelle parole di Cristo), si è impostata una misericordiosa e inclusiva visione di tutti coloro che per storia, cultura o politica (gli erranti) hanno posizioni differenti rispetto alla correttezza dell’impostazione dottrinaria.
Ciò ha provocato uno scisma strisciante, da parte di chi pensava che la testimonianza della parola di Dio e la diffusione della fede, rimanessero gli obiettivi unici dell’agire cristiano.
Lo scontro non è da poco, la frammentazione in un universo di voci e posizionamenti ha portato in tante direzioni.
L’adesione di tanti religiosi alle cause rivoluzionarie delle fazioni in lotta contro le dittature sud americane, la teologia della liberazione, deriva direttamente dall’impostazione solidaristica del Vaticano II e del porre la sua centralità sull’uomo in quanto tale, non sul devoto che può o non può divenire….

Di fronte ai drammi attuali dell’immigrazione, criminalità percepita, diffusione dell’estremismo islamico, gli atteggiamenti delle diverse cristianità risuonano pesanti e contraddittorie nel dibattito sociale.
La chiesa conciliare sostiene che l’accoglienza è un dovere (chi sfama un povero salda un debito disse don Milani), l’istituzione e i dottrinari richiamano al rischio di perdita dell’identità religiosa europea.
La chiesa solidarista mette in guardia dai rischi dell’edonismo, guardando con l’indulgenza di Dio alle debolezze e alle miserie umane; la chiesa dottrinaria e della legge sottolinea che è quasi tutto peccato, poi basta confessarsi e pagare l’otto per mille, la Sacra Rota non si ferma mai…

Secondo i credenti della solidarietà, i  poveri e gli ultimi del mondo, hanno già pagato abbastanza per sperare nella redenzione, gli altri (i dottrinari) sostengono che la ricchezza non è un discriminante per valutare i meriti di un uomo.