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venerdì 3 luglio 2015

L'Europa che vogliamo. Costruita a misura di persone, non solo di capitali e merci

Prescindendo dal male che i governanti greci hanno fatto al loro paese, al loro popolo, truccando conti pubblici, sperperando denaro pubblico e immaginando di ritenersi "bravi" perchè furbi e disonesti, c'è da dire e da gridare che questa Europa costruita solo sulla misura delle merci e dei capitali non ci piace.

Merci e capitali girano, possono girare liberamente anche se sono frutto di ruberie, di speculazioni e di corruzione.
Certo, ha ragione l'amico greco quando pone l'ottica sul tipo di Europa che finora è stata costruita. 
Come accettare di
1) essere l'immigrato e restare imbrigliato a Ventimiglia ?
2) essere il pensionato greco in fila allo sportello di una banca senza soldi ?
3) essere cittadino di un'istituzione che litiga per accogliere qualche decina di migliaia di uomini e donne che fuggono dalla fame e dalla guerra che essa stessa (assieme al resto dei grandi paesi capitalisti) contribuisce a causare ?
4) assistere alla scrupolosa vigilanza sui bilanci pubblici, ma non sui diritti degli esseri umani ?
5) conoscere l'etica dell'onorare i debiti, ma ignora quella della solidarietà umana ?

Sì, posta su questo piano l'Europa non ne esce bene.

L'Europa, ovviamente, non esce bene nemmeno quando ai massimi livelli di governo dei singoli paesi pone dei "furbi" piuttosto che dei "competenti", dei famelici ladri piuttosto che persone oneste e di larghe vedute.