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lunedì 13 luglio 2015

La riflessione di Gjovalin ... 13.07.2015

Esiste un contessioto (oppure un siciliano) che non sostenga e non gridi il bisogno di unità ?
Eppure l’essere umano porta dentro ben nascosto il germe folle della divisione.
Appena usiamo un criterio, un tentativo, di socialità nella pratica ne trasgrediamo moltissimi altri.

Quanti arbëresh si commuovono ogni  volta che viene tracciato il profilo storico-etnico delle loro comunità oggettivamente sempre più in declino ?
Nella loro sincerità d’animo  essi automaticamente si  contrappongono alle altre etnie.

Alcuni trovano serenità nel proclamarsi cristiani, si preoccupano di convertire tutti quelli che non lo sono partendo dal presupposto che essi non sanno cosa perdono, ma scordandosi nel contempo che tutti gli uomini sono figli di Dio (anche i non credenti) come ebbe a dire un certo Roncalli.
Il discorso vale per la politica e  il tifo calcistico, ultimo grande credo religioso rimasto ai nostri giorni e che tuttavia a causa dei frequenti scandali che lo coinvolgono è pure esso in declino.

Sono molti di più i politici che consideriamo meritevoli di disprezzo,  spregevoli come tutti i tifosi delle altre squadre.

L’individualismo (eremitismo ?), tara comportamentale secondo gli schemi della politica e della religione, ha quanto meno il merito di relegare la persona al destino che si sceglie con l’applicazione dei propri limiti e delle proprie miserie, perché le tragedie storiche sono sempre state innescate da grandi sogni comuni della Comunità, del Partito, della Nazione, dell’Etnia, della Religione  etc.).

La propaganda di odio e la trasfigurazione del reale è sempre servita nella Storia dell’umanità per mandare gli uomini a combattere, a morire, contro nemici che non conoscono e ai quali è stata attribuita ogni peggiore intenzione verso la propria parte di appartenenza.

Le condizioni dei neo guelfi contro i neo ghibellini, atei devoti contro credenti dubbiosi, liberal opportunisti contro civici assistenzialisti, nazionalisti contro esterofili, pseudo greci contro pseudo latini hanno sempre alimentato contrapposizione, nelle quali è quasi sempre stato impossibile non essere trascinati.

La contrapposizione ha impoverito il dibattito politico, ha lacerato il tessuto sociale, reso fideistiche le adesioni e le appartenenze parrocchial-religiose ed ai filoni culturali; le contrapposizioni hanno sempre soffiato colpevolmente e con cattiveria massima sul fuoco della paura, degli orgogli e dell’ignoranza.