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lunedì 27 luglio 2015

Hanno detto ... ...

ALDO CAZZULLO, editorialista del Corriere della Sera

Purtroppo il massacro mediático che da 48 ore il giornale più famoso del mondo sta conducendo ai danni della capitale e del Paese non è fondato solo su pregiudizi; è alimentato dalle immagini che i lettori mandano al New Yoric Times per avvalorare l'idea della sporcizia, dell'inefficienza, del degrado estetico e morale. 

Forse i conducenti della metropolitana peggiore d'Europa che si fermano a singhiozzo, i piloti che bloccano gli aerei Alitalia, i custodi che chiudono il Colosseo e Pompei per assemblea non hanno compreso che simili atteggiamenti sono incompatibili con il ruolo dell'Italia nel mondo globale. Per rivendicare diritti e salari si deve cercare la comprensione dei concittadini, non esasperarli. E l'immagine di Roma e dell'Italia all'estero non è solo questione di orgoglio nazionale. 

Purtroppo questo non l'ha capito neppure Ignazio Marino. Anche l'incapacità di risolvere un'impasse politica che si trascina da mesi è il metro della crisi del Paese. Il sindaco appare in fa se confusionale. In realtà ha davanti a sé solo due strade: o costruisce una nuova giunta di alto livello, senza cedere agli interessi dei gruppi di pressione e dei comitati d'affari; oppure si dimette. Ma la partita che si decide in questi mesi va oltre il destino di una giunta e di una città. Sono la funzione e il futuro del Paese a essere in discussione. E non soltanto perché chance come l'Expo e il Giubileo non torneranno. I tesori italiani non sono stati certo scoperti adesso. Ma oggi più che mai sono preziosi. Perché nel mondo globale non è mai stata tanto forte la domanda di bellezza, di cultura, di arte, di storia, e anche del genio, dei saperi, della creatività con cui la bellezza è stata prodotta. L'Italia che percepisce il turismo come rendita anziché come servizio, che non investe sul recupero e la valorizzazione dei suoi beni, che chiude Fiumicino prima per un banale incendio divenuto devastante rogo e poi per scioperi — a fine luglio —: è un'Italia non all'altezza di se stessa. 
Per fortuna c'è un'Italia diversa.