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sabato 18 luglio 2015

Hanno detto ... ...

ENZO IACOPINO, Presidente dell’Ordine dei giornalisti
La smentita della procura di Palermo «non esclude un bel nulla con tutto quello che circola nel capoluogo siciliano. 
Ma una smentita che non smentisce un bel nulla fa tuonare i cannoni contro "l'Espresso". 
Scommettiamo che qualcuno ripartirà da qui per cercare ossigeno nella battaglia per una regolamentazione delle intercettazioni che toglierà spazi di verità ai cittadini? 
Cioè a voi. A noi».

Il presidente dell'Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino parla di «un'aggressione contro "l'Espresso"»: «Non c'è limite all'ipocrisia. Il settimanale rivela che il medico del presidente Crocetta pronuncia al telefono con il governatore della Sicilia parole sulla sorte da riservare alla figlia di Paolo Borsellino, Lucia, che provocano orrore solo a riferirle. Crocetta sostiene di non averle sentite: era in una zona d'ombra. Capita.
Ma il pudore dove è finito? 
La dignità del silenzio, il buon gusto di ritirarsi in clausura?».

«Il fatto che il dottor Tutino – prosegue il presidente dell'Ordine dei giornalisti - abbia ritenuto di poter liberamente dire quelle frasi a Crocetta, in tutta evidenza senza timore alcuno, la dice lunga sull'impegno civile dichiarato e su quello praticato da alcuni».

E sottolinea: «Quello che sconcerta è anche la rapidità della precisazione della procura di Palermo: quelle frasi non ci sono nelle intercettazioni depositate nell'ambito di una certa inchiesta. 
Basta questo per far partire una vera e insopportabile aggressione nei confronti de "l'Espresso". 
Il direttore del settimanale è imperturbabile: abbiamo ascoltato quelle frasi, dice a Sky, che sono inserite in intercettazioni secretate. 
Chi ha questo potere? 
La magistratura. E allora di che cosa parla la procura di Palermo? 
Di una specifica inchiesta, pare di capire. Il che non esclude un bel nulla con tutto quello che circola nel capoluogo siciliano. Ma una smentita che non smentisce un bel nulla fa tuonare i cannoni contro "l'Espresso"».

 (dal sito de L'Espresso)