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lunedì 6 luglio 2015

Grecia. Patria della cultura europea, e pure della furbizia mediterranea

Qualcuno si chiede "perchè la Grecia ha indetto un Referendum ?".
La domanda non è oziosa. Nessuno indice mai referendum quando si tratta di chiedere ed accettare prestiti. 
E' verosimile infatti che un referendum si indica solo quando si tratta di restituire i debiti.

Quindi ?
E' chiaro che la Grecia, Tsipras anzi, non ha nessuna intenzione di restituire ciò che Germania, Francia, Italia etc. gli hanno prestato. 
Volendo essere più precisi: la Grecia (Tsipras) non è in condizione da qui a cinquant'anni di restituire ciò che i paesi europei gli hanno prestato.

Perchè quindi il referendum ?
Perchè Tsipras appartiene alla categoria di quegli uomini definiti "furbi", o come altri direbbero "inaffidabili".

L'Unione Europea che era disponibile a trattare su "taglio del debito", "allungamenti dei termini", "fare le riforme per trasformare l'economia ellenica da parassitaria in produttiva" etc. appena dieci giorni fà si è vista notificare l'intenzione di
Tsipras di indire un referendum, proseguire o no le trattative.

Il SI significava "continuare le trattative"
Il NO significava "non proseguire le trattative" su quel canvaccio.

Nel corso della breve campagna referendaria sia il SI che il NO hanno assunto il valore di "intenzione di restare in Europa".

Perchè quindi il referendum ?

Perchè Tsipras è un furbo, e come tutti i furbi è carente di affidabilità.
E' convinto che l'Europa continuerà a fargli regalie miliardarie senza che lui avvii quelle riforme che all'Italia sono state imposte.

La solidarietà generalmente si opera nei confronti di chi involontariamente si trova in difficoltà. E' difficile essere solidale con i furbi, però.