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domenica 7 giugno 2015

L'Occidente, il post-moderno della dimenticanza, gli altri --n.6--

Riflettiamo sul mondo, sulle visioni e prospettive del mondo a cui apparteniamo: l'Occidente.
Riflettiamo su chi addebitare -nel terzo millennio- la miseria e la fame di centinaia di milioni di esseri umani.  
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Dalla socialdemocrazia
al liberismo
18) Da alcuni decenni in Occidente, ieri fiero di avere realizzato soprattutto nel Nord Europa la migliore concezione dello "Stato" sociale, è in corso un ampio abbandono del ruolo e delle possibilità della socialdemocrazia storica per puntare invece sulle libertà individuali (e su quelle delle multinazionali). 

Tutto ciò sta avvenendo in un contesto di contraddizioni.
L'Occidente tutto, quello che oggi col "liberismo" annienta ovunque il ruolo dello Stato e dà campo libero agli effetti del capitalismo selvaggio ed egoista, nello stesso tempo sventola l'ideologia della guerra preventiva e dell'intervento anche unilaterale ovunque esso Occidente ritiene che siano in gioco le libertà e gli interessi strategici degli Stati Uniti. 
Da qui la spiegazione degli interventi in Ucraina, Libia, Siria e precedentemente in Iraq,  Afganistan e in decine di paesi africani.

19) Occidente è stato quanto scaturito dal pensiero di Nicola Cusano (in luogo d'un tranquillo e sicuro possesso della verità, un'incessante ricerca verso una meta infinita ), da Erasmo da Rotterdam, dalla Carta Universale dei Diritti dell'Uomo, ma Occidente è stato pure il Nazi-fascismo, il Comunismo e adesso l'ideologia che conduce gli Stati Uniti e gli altri paesi a presidiare ogni angolo del pianeta.

L'eredità dell'Occidente non va quindi accettata in blocco. 

20) Viviamo in tempi di globalizzazione e il modello di uomo che l'Occidente propone è uomo-produttore-consumatore. Una dinamica questa che ha dell'assurdo perchè sottende che non si produce per consumare, ma si consuma per produrre.
Se non si consuma il precari equilibrio dell'economia liberista entra in crisi. 
Ne sappiamo qualcosa noi italiani (ed i greci) da un pò di anni in quà.

21) Al punto in cui siamo, in Occidente, è facile affermare che la Storia non ha nè scopo nè regole: non esiste un senso prefissato. Il tutto in contrasto con due millenni di Cristianesimo.
Lo storicismo per lungo tempo ci aveva convinto  che la Storia aveva una direzione, che si doveva "andare avanti" e non "tornare indietro".
Il progressismo e lo storicismo che lo sosteneva ci hanno dunque ingannato ?
Eravamo convinti che il futuro appartenesse alle socializzazioni, alla solidarietà e allo "Stato" regolatore, alla socialdemocrazia.
Oggi, col liberismo dominante, ci viene detto che il futuro è dei singoli, dell'individualismo e delle sempre più ampie deregolamentazioni. 
In una parola dell'egoismo individuale.
Oggi pure pseudo-partiti di sinistra ci dicono che lo "Stato" sociale va abbandonato irreversibilmente.