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lunedì 8 giugno 2015

La Turchia di Ataturk. Il partito islamico perde la maggioranza in Parlamento

L’AKP il partito islamico, che da 13 anni governa la Turchia, non ha più la maggioranza assoluta. 
Questo è l’esito delle elezioni legislative svoltesi ieri e i cui risultati presentano più sorprese. Tra tutte la crescita del partito filo-curdo HDP, che entra in Parlamento superando nettamente la soglia di sbarramento del 10%.

Ataturk, il padre della
Turchia moderna.
Ha creato istituzioni sul
modello occidentale ed
ha tentato di scindere
la politica dall'Islam.
Il fatto è di grande importanza e soprattutto di grande speranza per chi guarda al Mediterraneo come punto di incontro fra più culture; culture che non possono e non devono avere la pretesa di prevalere l'una sull'altra, ma di incntrarsi ed arricchirsi fra loro.

I numeri parlano chiaro: 258 seggi ottenuti, poco oltre il 40%, sui 550 del parlamento, non bastano al presidente Erdogan a governare da soli. 
E' fallito l’obiettivo dichiarato in campagna elettorale dei 330 seggi, che avrebbero consentito all’AKP di ottenere una supermaggioranza con pieni poteri per il suo leader, e adesso si fa difficile l’ipotesi della coalizione, scegliendo, all’interno della agguerrita opposizione, le formazioni disposte a fare da stampella al partito islamico.
Il popolo curdo,  da anni perseguitato dal governo di Ankara, è in festa per il 13% e circa 80 deputati ottenuti dall’HDP. 
Sarà proprio il partito filo-curdo a premere perché il Paese volti definitivamente pagina e ripristini le libertà civili e religiose per tutte le etnie, offuscate dagli ultimi governi di Erdogan.