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lunedì 15 giugno 2015

Elezioni Amministrative in Sicilia. Anche qui il Pd piglia batoste

Il Pd non è andato bene nei ballottaggi, nemmeno, in Sicilia. 
I dati più clamorosi sono quello di Enna, dove Vladimiro Crisafulli, Pd, incontrastato “uomo-voti” per tanti anni e spesso al centro di polemiche interne al partito, è stato clamorosamente bocciato. 
Il suo avversario Maurizio Dipietro chiude con il 51,9% e potrebbe segnare la… fine di un’epoca: l'epoca Crisafulli.
Clamorosa – per le proporzioni – la scoppola ricevuta da Rosario Crocetta, il Governatore della Sicilia,: nella “sua” Gela ha vinto nettamente il rappresentante del Movimento 5 Stelle Domenico Messinese con il 64,5. 
Per Angelo Fasulo, appoggiato da Crocetta, una sconfitta netta che però va interpretata come una sconfitta personale dello stesso Crocetta, ampiamente criticato e contestato nella sua città e ai minimi storici di popolarità in tutta la Sicilia, in ogni angolo dell'isola. 
Il Pd del 40% alle Europee non esiste più e Renzi con la sua male posta sicurezza di infallibile è, per fortuna, un ricordo.
Certamente adesso per il centrosinistra, per tutto il centrosinistra che per fortuna non si riduce al slo Pd, i risultati di questa tornata elettorale saranno argomenti di profonda riflessione.

Il Pd e gli alleati di centrosinistra pssono consolarsi con la vittoria in alcuni comuni dell'isola importanti come Milazzo e Marsala e Bronte, ma i dirigenti renziani speravano in ben altri risultati.

Breve riflessione
Città importanti e di forte impatto simboliche come Venezia, Arezzo e Matera sono state perse dal centrosinistra. Un risultato su cui riflettere: dopo un anno di gestione Renzi dal 40%, record assoluto del Pd, il partito leader del centro-sinistra ha ottenuto risultati ben più modesti da quel risultato. Il motivo più evidente è il forte scollamento tra la campagna elettorale perenne e itinerante di Renzi e i risultati concreti che interessano i cittadini, sempre più disoccupati e sempre più tartassati. 
Bruciano i risultati di città importanti come Arezzo, Fermo, Matera, Nuoro, dove il centrosinistra vinceva da 20 anni e in alcune dall'immediato dopoguerra.
Storicamente l'astensionismo ha sempre, proprio sempre, penalizzato il centro-destra e in passato la Democrazia Cristiana, adesso -in questa tornata- l'astensionismo ha colpito il centro-sinistra.
Segno che il renzismo tutto è, ma non è politica di centro-sinistra.