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lunedì 4 maggio 2015

Pensioni degli italiani. Che succede dopo la sentenza 70/2015 dell Corte Cstituzionale ?

Da Il Sole 24Ore

Recuperi che potranno andare dai 4.700 euro circa per pensionati con assegni che valgono fino a quattro volte il minimo a più di 10mila euro per pensionati con assegni che valgono dieci volte il trattamento minimo. Questo il conto che dovrà fronteggiare l'Erario e che dovranno incassare i pensionati sopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità del mancato adeguamento all'inflazione per il biennio 2012-2013. Con un effetto a cascata: i recuperi degli anni 2012 e 2013, infatti, andranno ad alimentare gli incassi dei pensionati per gli anni successivi. Gli effetti della sentenza della Corte costituzionale 70/2015 dovrebbero far rivivere le modalità perequative che erano previste dall'articolo 69 della legge 388/2000. 
In occasione delle leggi finanziarie/stabilità, il legislatore ha modificato varie volte i criteri di adeguamento all'inflazione introducendo eccezioni alla regola generale. Fino al 2011, l'adeguamento avveniva con il meccanismo degli scaglioni: pertanto l'importo di pensione superiore a cinque volte il trattamento minimo era adeguato in misura piena fino alla fascia di importo pari a tre volte il trattamento minimo, al 90% per la fascia di importo compresa tra tre e cinque volte il trattamento minimo mentre la parte eccedente veniva adeguata al 75 per cento. 
Tale dovrebbe essere la modalità di applicazione anche per gli anni 2012 e 2013 ora che la Corte ha dichiarato l'incostituzionalità della riforma limitatamente alla mancata dinamica inflattiva degli importi pensionistici superiori a tre volte il trattamento minimo. Va ricordato, però, che nel 2014 e 2015 la perequazione non avviene a scaglioni bensì rivalutando l'assegno in funzione dell'importo complessivo della pensione.