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giovedì 21 maggio 2015

Municipi d'Italia. Le sofferenze del Palazzo


1) Liquidità
Oggi pomeriggio i rappresentanti del Governo incontreranno una delegazione di sindaci aderenti all'Anci (guidati da Fassino, sindaco di Torino) per rappresentare le misure  che l'Esecutivo, nel prossimo Consiglio dei Ministri, inserirà nel decreto legge sugli Enti Locali.
Attese sono le ipotesi di anticipazioni dei proventi Imu che consentirebbero a tanti comuni di disporre di "liquidità".
Liquidità di cui pure il Comune di Contessa Entellina risulta essere bisognoso.

2) Autovelx
I comuni entro il 31 maggio dovrebbero rendicontare, con riferimento all'anno precedente (2014) l'ammontare complessivo dei proventi di propria competenza, con specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento.
I Comuni non possono infatti liberamente disporre dei proventi delle multe.

Dovrebbero ...
Ma neanche quest'anno sarà attivato l'obbligo di ripartizione a metà degli importi autovelox. Da quattro anni si attende, infatti, il supporto informatico necessario per rendicontare al Ministero l'impiego del denaro incassato da comuni e province, come prevede la legge 120/2010.
L'Anci è recentemente intervenuta, denunciando la confusione legislativa sull'aspetto ove è disposto l'applicabilità della nuova disciplina a far data dall'esercizio successivo a quello di emanazione del decreto. E siccome neanche per il 2015 esiste il supporto informatico, l'Anci suggerisce di tenere una contabilità separata circa l'obbligo di destinazione dei proventi autovelox e tutti gli altri importi di origine sanzionatoria e nel contempo di "accantonare" le somme in attesa che la questione venga risolta.

3) Mutui
Il Consiglio Comunale poche sere fà ha approvato la rinegoziazione dei mutui accesi con la CCDDPP varando una delibera esecutiva.
I passaggi cui i Comuni sono tenuti sono riportati nella Circolare 1283/2015 della CCDDPP e che fa riferimento alla l. 190/2014.
Il Consiglio Comunale di Contessa Entellina ha potuto aderire a questa possibilità, pur non avendo ancora approvato il Bilancio di Previsione per l'anno corrente. Trovandosi in esercizio provvisorio deve  attendere il varo del d.l. sugli enti locali (quello richiamato sopra, numero 1 della nostra scaletta).
Il problema è che il 22 maggio (domani) è un termine inderogabile per la prenotazione/adesione alle condizioni di negoziazione.
La prenotazione dovrà poi essere confermata con la trasmissione della documentazione   richiesta, in originale, entro e non oltre il 27 maggio 2015.
Per intanto è stato necessario, in attesa del decreto legge che dovrebbe contenere la deroga per i comuni in esercizi provvisorio, che il Consigli Comunale autorizzasse la rinegoziazione. 

4) Indennità del Sindaco
Dal Giornale di Sicilia:
Se verrà approvata, la riforma che taglia i costi della politica nei Comuni ridurrà l'esercito di sindaci, assessori e consiglieri dagli attuali 6.354 a 5.205. Condizionale d'obbligo, ieri per la prima volta la norma è passata in commissione ma manca il voto dell'Ars: fissato per il 9 giugno, è il quarto tentativo dopo le bocciature dei mesi scorsi. Intanto, spinta da un accordo fra Pd e Forza Italia, la riforma ieri è stata approvata in commissione Affari istituzionali. Tre commi in tutto. Il primo prevede che dalla prossima legislatura (salvi quindi i Comuni che vanno al voto adesso) il numero di consiglieri venga ridotto genericamente del 20%. Solo nei capoluoghi e in altre 6 grandi città che hanno fra i 50 mila e i 100 mila abitanti la riduzione sarà del 10%. Ciò che scatta subito è il taglio degli stipendi di sindaci e consiglieri. Dal primo luglio, se l'Ars approverà il testo a giugno, lo stipendio del sindaco di Palermo scenderà dagli attuali 8.459 euro lordi a 7.018. E il primo cittadino di Catania scenderà da 6.274 euro a 5.205. Negli altri Comuni capoluogo il compenso passerà da 5.600 a 4.658 euro. Mentre nelle altre grandi città (che hanno fra 50 mila e 100 mila abitanti) lo stipendio del sindaco non potrà superare i 3.842 euro. La tabella approvata prevede varie altre fasce di stipendio per i sindaci: 3.218 euro lordi per quelli di città che hanno fra i 30 mila e i 50 mila abitanti, 3.049 euro per i centri che hanno fra 15 mila e 30 mila abitanti, 3.005 euro per i Comuni che hanno fra 10 e 15 mila abitanti, 2.705 euro per i sindaci dei paesi che hanno fra 5 e 10 mila abitanti. Nei paesi piccolissimi tre fasce di stipendio: 2.104 euro (Comuni fra 3 e 5 mila abitanti), 1.402 euro (fra mille e tremila abitanti) e 1.291 euro (meno di mille abitanti). Si tratta del recepimento delle soglie di reddito in vigore nel resto d'Italia. Mentre oggi i sindaci siciliani guadagnano mediamente il 20% in più di quelli di altre città del Paese. La norma dal peso maggiore è tuttavia quella che riguarda gli stipendi dei consiglieri comunali. A Palermo si passa da 140 a 103 euro lordi a seduta a Catania da 84 a 59 e negli altri capoluoghi da 56 a 36 così come in tutti i paesi e le città che hanno più di 30 mila abitanti e meno di 250 mila. Nei paesi con più di 10 mila abitanti e meno di 30 mila il gettone dei consiglieri scende da 33 a 22 euro a seduta. Nei Comuni che hanno fra mille e 10 mila abitanti si scende da 28 a 18 euro e nei paesi con meno di mille abitanti il gettone sarà 17 euro mentre oggi ne vale 22. Secondo Antonio Malafarina (Megafono) «bisogna stare attenti ai limiti massimi perchè in alcuni centri si prevede che si possano fare anche 32 sedute al mese, più di una al giorno domeniche comprese...». Ma Antonello Cracolici (Pd), presidente della commissione Affari istituzionale, ritiene che non ci possano essere vie di fuga al taglio: «In ogni caso un consigliere non può guadagnare più del 25% del sindaco». Anche se Crocetta nel precedente disegno di legge (neanche messo ai voti dall'Ars) aveva previsto un taglio più duro. L'ultimo comma della norma approvata in commissione riduce il rimborso che il Comune fa alle aziende o agli enti pubblici in cui il consigliere comunale è impiegato. È una opportunità che oggi si trasforma in un doppio stipendio per i consiglieri: il Comune versa i soldi all'azienda che li gira poi al lavoratore-consigliere. Fino a oggi la somma rimborsata all'azienda per l'assenza del lavoratore vale i due terzi dello stipendio del sindaco mentre da luglio non potrà superare un terzo del compenso del primo cittadino. La somma di tutti questi tagli dovrà portare a un risparmio annuale di 48 milioni. Per Cracolici «è stato elaborato un testo consultando l'Anci e dialogando con l'opposizione. Ciò ha portato all'approvazione all'unanimità in commissione». Anche se Marco Falcone di Forza Italia precisa: «Si è fatto un passo avanti ma c'è ancora molto da fare». E per i grillini «si va avanti col freno a mano tirato, si poteva fare molto di più». Si tratta del recepimento delle soglie di reddito in vigore nel resto d'Italia.