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venerdì 22 maggio 2015

L'Occidente, il post-moderno della dimenticanza, gli altri --n.4--

Un dubbio: l'Occidente vuole esportare valori universali o vuole occultare 
le sperequazioni  e gli squilibri socio-economici ai danni delle "altre" culture ?
Il punto di vista di uno scrittore libanese, Georges Corm 

La Storia
10) Nessuno dubita che nel mondo (a partire dal XVI e più palesemente dal XVIII secolo, e con radici risalenti al XIV) si è affermata un "eccezione occidentale" che ha permesso alla civiltà europea, allargatasi ed affermatasi pure nei continenti americano ed oceanico, di imporsi a tutto il mondo.

E' vero ciò che l'Occidente vuole fare intendere 
11) Si asserisce che l'Occidente ha creato il "migliore dei mondi possibili" avendo posto a fondamento di esso:
-il rispetto della persona umana
-le libertà individuali
-la ricerca più ampia della libertà.
Si asserisce ancora che i valori adesso ricordati sono il frutto
- del monoteismo cristiano
- della separazione cristiana della religione dalla politica (date a Cesare ciò che è di Cesare)
- del processo di laicizzazione dell'Occidente.

Ciò che sfugge è che ...
12) -Che i ricordati valori che si vogliono, si vorrebbero, universali sono stati elaborati e maturati esclusivamente dall'Occidente.
-Che le altre culture possono o no accettarli (nel loro interesse). L'accettarli significa che nel mondo sarebbe in corso un processo di occidentalizzazione.

Le conseguenze
13) E se invece la realtà (la verità) è che la tecnologia e i sistemi di produzione elaborati dall'Occidente al cospetto del mondo intero stanno svelando, proprio a tutto il mondo, le sperequazioni e gli squilibri che l'occidentalizzazione finora ha comportato e -quindi- tutte le altre culture vogliono conseguire, anche loro, i benefici del nuovo modo di vivere ?
E' ovvio, in tal caso, che il nuovo modo di vivere, di produrre e di vedere le cose del mondo, sulla base delle culture di origine 
-richiederà tempo, 
-provocherà anche vicende dolorose 
-e si stabilizzerà in "nuovi equilibri" mondiali.

Le paure dell'Occidente
14) L'Occidente, che è stato sempre sicuro di sè, teme proprio che il futuro possa stabilizzarsi in "nuovi equilibri".
Dicevano:
-Hegel che quella dell'Occidente è la "grande sera" verso cui punta la grande storia universale;
-Weber che il disincanto dell'Occidente nasconde la realtà allarmante che l'attende
-Schmitt che la politica dell'Occidente laico altro non è che la traduzione, in termini laici, dei valori teologici di altri tempi. In pratica egli constata che l'Occidente si è dato istituzioni civili, lavora e produce umanamente ma non è ancora riuscito a giustificare e/o a dare un fondamento alla sua Volontà di Potenza, alle sue scelte e continua ad usare il diritto divino sotto le forme di a) legge
b) nazione
c) stato
d) classe
e) razza
f) libertà
g) democrazia
h) diritto internazionale.  
Questi sono gli strumenti con cui l'Occidente tiene lontani, tenta di allontanare le paure, cerca di autoconservarsi come "popolo eletto".