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sabato 9 maggio 2015

Hanno detto ... ...

FABRIZIO MASIA, sondaggista
“È sbagliato chiedere ai sondaggi di predire il futuro. Sono i limiti stessi connaturati allo strumento che ci impediscono di fare previsioni. Noi ci limitiamo a scattare delle ‘fotografie’ sulle tendenze dell’elettorato. E in questo mi sembra di poter dire che i risultati non si discostino molto dai sondaggi.
Prendiamo il caso italiano, l’ultimo e naturalmente parlo solo del nostro lavoro. Avevamo previsto che ci sarebbe stato un vantaggio cospicuo del PD sulle altre liste anche se poi questo vantaggio si è rivelato più ampio del previsto. Ma avevamo ‘fotografato’ bene una tendenza e non ci eravamo sbagliati”.

BEPPE SEVERGNINI, giornalista
Cosa cercano nel Regno Unito? Stabilità, evidentemente.  Come quasitutti gli europei, del resto. Pensa ai tedeschi che si raccolgono compatti intorno alla Merkel; ai francesi che nel momento della difficoltà si ricordano di avere un Presidente; a noi italiani che, secondo i sondaggi, diamo il 40% delle preferenze a un partito e a un giovane leader decisionista.

Ho seguito poco la campagna elettorale britannica (causa Expo), ma conosco bene il Paese e la gente. Il risultato non mi ha stupito. Mi ha stupito invece Martin Wolf (FT), uno dei commentatori più quotati, che vedeva Ed Milband a Downing Street.  I laburisti hanno pagato la defezione della Scozia, dove i nazionalisti li hanno stracciati. E hanno sbagliato sull’Europa. Hanno negato agli elettori la possibilità di esprimersi una volta per tutte sulla UE. E’ giusto, invece, che questo accada. Nel referendum del 2017, promesso da David Cameron, vedremo cosa vogliono davvero (ed è tempo!). Secondo me, essendo gente pratica, rimarranno dove sono: nell’Unione, da cui traggono tanti vantaggi.


SERGIO RIZZO, giornalista
Tutto colpa di un frigorifero
E tutto per un frigorifero in corto circuito. Tre anni fa Aeroporti di Roma ha presentato un ambizioso progetto di ampliamento che dovrebbe triplicare la capacità di traffico portandola a 100 milioni di passeggeri. L’investimento è in linea con quelle ambizioni. La previsione è di 12 miliardi di euro. Una somma pari al Prodotto interno lordo di Stati come il Mozambico, il Senegal o l’Islanda. Nuove piste, nuovi piazzali, nuovi hangar: fantastico. E poi il potenziamento dei collegamenti stradali e ferroviari: meraviglioso. Per non parlare di nuovi alberghi, nuovi business center, nuovi parcheggi: sublime. Ma anche nuovi frigoriferi, ci auguriamo.