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mercoledì 20 maggio 2015

Hanno detto ... ...

ENRICO MENTANA, direttore del tg La7
In un mare di demagogia, opportunismi e egoismi, ci sono poche ma essenziali scelte di buon senso da fare, per riformare davvero il nostro sistema pensionistico, il più costoso del mondo (16,5% del Pil):
1 salvaguardando i minimi, si percepisca ad ogni nuovo pensionato l'equivalente di quanto versato durante l'attività lavorativa, e si ricalcolino le pensioni già in essere nello stesso modo
2 si fissi il diritto a un'unica pensione, cancellando automaticamente ogni cumulo con altre indennità o vitalizi
3 si eliminino i vitalizi a ogni eletto a livello regionale e nazionale, e si cancellino tutti i vitalizi a ex parlamentari o consiglieri che abbiano un'attività lavorativa o una pensione già in essere
4 si imponga a ogni cittadino che continua a lavorare oltre l'età pensionabile un'imposta di solidarietà generazionale del 20%, da immettere in un fondo per le future pensioni

SUSANNA CAMUSSO, leader Cgil
A Sinistra ci vorrebbe una cosa nuova

MASSIMO FRANCO, editorialista del Corriere della Sera
«C’è depressione, la gente sta con le ali basse. Quando parla dei vescovi, questo Papa che pure mostra una grande misericordia verso tutti, sembra incline a usare il bastone». 
Rilette il giorno dopo, le parole pronunciate lunedì da Francesco all’apertura dei lavori della Conferenza episcopale italiana hanno lasciato tracce profonde; e fatto riaffiorare riflessioni amare. Sono state vissute come la conferma di una severità che da mesi viene avvertita con dolore e sorpresa: quasi fosse l’onda lunga di un Conclave che nel 2013 rivelò una maggioranza ostile a qualunque ipotesi di papato italiano e curiale. 
Il rischio è di accreditare l’idea di un Pontefice convinto che la Chiesa cattolica si salvi allargando il fossato con una nomenklatura ecclesiastica sospettata di essere collusa con il potere.