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domenica 3 maggio 2015

Grecia. Tsipras cerca l'accordo ed il Presidente tedesco apre ... sui risarcimenti di guerra


   "In Grecia non ci sarà default".  Il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ripete il suo mantra: "la Grecia è e resta parte integrale dell'Eurozona".
    "Ha ancora un lungo cammino davanti. Non abbiamo chiarezza sui progetti concreti di riforma, ma va nella giusta direzione". Ed a Bruxelles è in corso una tre giorni di discussioni tra i creditori ed i nuovi negoziatori inviati dal premier Alexis Tsipras.
    I fondi nelle casse elleniche scarseggiano o mancano del tutto. Atene ha fretta e punta a stringere nelle discussioni col Brussels Group per sbloccare 7,2 miliardi di euro, prima di restare completamente a secco. 
Serve un accordo "il prima possibile". Tsipras  vorrebbe un accordo da subito.
    Ma nonostante il riconoscimento dei segnali positivi arrivati da Atene (come l'arrivo di negoziatori vicini a Tsipras e al vice Dragasakis, e muniti di un reale mandato) fonti europee frenano, definendo l'ipotesi piuttosto "irrealistica". Il Brussels Group gioca per chiudere "un accordo ampio", mentre Atene, nell'immediato, ha escluso delle voci dalla partita delle riforme, come Iva e alcune privatizzazioni.

    Comunque, secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt "anche con un accordo con i creditori, è improbabile che la Grecia riceva nuovi aiuti dall'Ue entro la scadenza indicativa fissata per il 12 maggio".
        A Berlino intanto il presidente tedesco, Joachim Gauck entra nel dibattito sulle riparazioni per i danni di guerra alla Grecia, invitando a riflettere. "È giusto che un Paese consapevole della storia come il nostro sondi quali siano le possibilità per riparare", afferma.