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giovedì 21 maggio 2015

Da La Repubblica


















































Invece? 
«Arrivato li mi dicono che quello è in realtà il Roma-Milano delle ore 21 che sta partendo in ritardo. Ci sono dei posti liberi, ma con il mio biglietto non mi fanno salire. Ho discusso per un quarto d'ora. Non c'è stato verso di convincerli. Mi hanno destinato al B6: lì avrei trovato il volo delle 22. Mi sono diretto di corsa al B6, e ho scoperto che in realtà mi sarei dovuto presentare al B27. Al B27, capisce! Non ci ho visto più». Era in ritardo? 
«Mi hanno detto che il volo era chiuso, ma l'ultimo pullman non era ancora partito. Invece mi hanno lasciato lì». 
Ma si comporta così un senatore della Repubblica? 
« Non mi sono qualificato come senatore, ero il cittadino Formigoni: hanno preso in giro il cittadino». 
Ma lei a un certo punto scaglia il telefono contro il muro! 
«Chiunque sarebbe andato for de mat». 
Si sarebbe aspettato dei riguardi? 
«Per nulla. Ero furibondo. Avevo un appuntamento a Milano presto, e l'ho mancato. Ho dovuto prendere un taxi, tornare in centro, dormire in albergo e stamane l'aereo delle 8 è partito addirittura alle 9». 
Tutti ora la ricorderanno per questa sfuriata? 
«Ma è la solita strumentalizzazione». 
Insomma, non è pentito? 
«Non devo chiedere scusa a nessuno. Farò causa all'Alitalia, chiedendo un congruo risarcimento». 
Davvero? Dopo tutte quelle parolacce? 
«Avevo firmato un contratto. Non l'hanno rispettato. Non finisce qui».