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domenica 10 maggio 2015

Cristianesimo nella Storia, nella Cultura ed oltre. ---11---

Il problema che gli storici, gli antropologi e gli studiosi del Cristianesimo si pongono è: Gesù che cresce in una zona rurale, povera e con una base produttiva tendente alla sopravvivenza, la Nazaret di Galilea, come può avere sviluppato -in una società ineluttabilmente conservatrice- il senso critico nei confronti della società tradizionale ? 
Durante gli anni "nascosti" cosa ha fatto ?
L'uomo Gesù e la società
contadina in cui è cresciuto

Avendo presente il contesto socio-economico storico della Galilea sotto il governo di Augusto e poi di Tiberio, è da presumere che per una famiglia numerosa quale era quella di Giuseppe e Maria non sia stato facile tirare avanti. 

Nazareth era un paesino che, stando alle ricerche storiche, contava una popolazione compresa fra i 1.600 ed i 2.000 abitanti, più o meno quanto l'attuale Contessa ma con la differenza che lì fra i poveri contadini non fluivano nè le pensioni Inps nè gli stipendi per i lavoratori forestali nè per i giovani precari ex art. 23. Con questa precisazione, noi di Contessa, dovremmo avere chiaro che in quel paesino della Palestina si viveva nel bel mezzo della miseria.

Abbiamo scritto famiglia numerosa ?
Si. Gli stessi testi del nuovo testamento riferiscono che Gesù aveva quattro fratelli ed un numero indeterminato di sorelle. La Chiesa dà spiegazioni differenziate: per la Chiesa Ortodossa i fratelli e le sorelle provenivano da un precedente matrimonio di Giuseppe mentre per la Chiesa Cattolica si tratterebbe di cugini, ossia nipoti di Giuseppe.
Che si sia trattato di fratelli e sorelle o cugini è palese che in una società prettamente contadina con il solo mestiere di falegname per una famiglia (o anche una famigliola) non deve essere stato agevole riuscire a sbarcare il lunario. 
Se pensiamo alla realtà contadina del secondo dopoguerra, a Contessa, ci appare nitido come i numerosi artigiani (falegnami, fabbri, muratori, cordai etc.) di allora abbinassero alla loro attività anche quella di stagionali lavoratori nei campi.
Ed allora ?
Secondo gli antropologi, l'uomo Gesù di duemila anni fà che viveva, lo ribadiamo, in una società agraria era economicamente connesso con essa e da essa conseguì il sostentamento. Avrà partecipato, nella stagione in cui serviva manodopera nei campi, manualmente all'esecuzione di lavori agricoli ?
Nessuno può più darci -oggi- risposte. 
Però per chi ha cognizioni delle realtà contadine, prima dell'emancipazione sociale di questa categoria di uomini, prima della meccanizzazioni dei campi e prima che i comparti industriali e dei servizi emarginassero il settore primario-agricolo, risulta ovvio che nella stagione della raccolta tutti (contadini, artigiani etc.) venissero coinvolti dalla ciclicità agricola.
Il lavoro di "carpentiere" che viene attribuito a Giuseppe e conseguentemente a Gesù -in quell'epoca-, secondo J. Meier, antropologo, designa chi lavora materiale duro, che conserva durante l'operazione la durezza (legno, pietra, corno o avorio). Gesù avrà contribuito alla costruzione di parti di case: il tetto delle case necessitava di travi correlati fra loro da rami di foglie poi ricoperti da argilla, fango e terra pressata. Avrà ovviamente fissato intelaiature di porte e costruito vari mobili, come letti, tavoli, sgabelli ... ed avrà allestito manici di zappe e travi per aratri.
Rispetto alla massa dei contadini di Nazareth, Gesù avrà sicuramente posseduto un livello di capacità tecnica superiore alla media. Per fare il mestiere di carpentiere possiamo dedurre che egli disponesse di una discreta forza muscolare; tutto il contrario di quanto i tanti registi di film sul nazareno ci hanno mostrato lungo il Novecento, un Gesù dalla persona fragile, delicata.

Dalle ricerche antropologhe viene quindi fuori un Gesù povero, in una società povera.
Vedremo in seguito come gli antropologi spiegano lo spiccato senso critico con cui Gesù butterà le basi del Cristianesimo e mobiliterà contro di sè le istituzioni religiose e civili.