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martedì 7 aprile 2015

Uomini, fatti, eventi. Come li ricordiamo oggi

7 Aprile
A Besançon il 7 aprile 1772 nasce  François Marie Charles Fourier, filosofo francese.

Esponente del cosiddetto “Socialismo utopistico“, non fu per nulla stimato da Marx che ritenne di essere il vero padre del “Socialismo scientifico“.

I socialisti utopistici (Fourier e Saint-Simon in Francia e Owen in Gran Bretagna) non prevedevano il raggiungimento dei loro obiettivi sociali con la rivoluzione (come sosterrà invece Marx), bensì progettavano a tavolino delle società utopiche, sperando che diffondendole sul piano culturale fossero messe in atto: si rivelarono comunque solo utopia, in quanto le classi dominanti dell'epoca non ne permisero alcuna attuazione; tuttavia il motivo per cui questi socialisti non pensarono ad un’azione rivoluzionaria é dovuto al fatto che non avevano ancora preso piena coscienza di sè come attore principale della rivoluzione: il proletariato.
Fourier criticava fortemente la società borghese capitalista del tempo, che era fallita perché il libero mercato non aveva portato quel benessere che aveva promesso: il mondo capitalista aveva ampliato il divario tra pochi che avevano molto e molti che avevano poco. 

Il capitalismo aveva disumanizzato la società esasperando la competizione individuale e reintroducendo la schiavitù (lavoro minorile, alienazione etc…).


Per Fourier l’organizzazione adatta a liberare le passioni e a rendere il lavoro attrattivo fu (si era ai primi dell'Ottocento) il “Falansterio”. 

I Falansteri erano unità agricolo-industriali autonome, “dove le abitazioni sono alberghi e non caserme, e dove ciascuno trova occasioni svariate per soddisfare le sue inclinazioni”. 
Fourier equiparò l’uomo alla donna e nessuno era  vincolato ad uno specifico lavoro.