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mercoledì 22 aprile 2015

Raccolta Rifiuti. Chi ha amministrato gli ATO ... non viene chiamato a spiegare come mai gli organici in pochi anni si sono decuplicati

La Sicilia

E' saltato il fitto del ramo d'azienda dell'ex Ato Palermo 2 alla società di scopo "Belice impiantì Sri", unica soluzione individuata da tutte le parti in campo, per salvare i dipendenti della fallita Alto Belice ambiente. Ben undici comuni, dei 17 che facevano parte dell'ex Ato, hanno deciso di non trasmettere l'elenco nominativo dei dipendenti, come richiesto dalla curatela. Ai primi otto, Bisacquino, Campofiorito, Frizzi, Palazzo Adriano, Giuliana, Camporeale. Chiusa Sclafani e Contessa Entellina, si sono aggiunti anche Corleone, San Cipirello e Roccamena. L'ampliarsi del fronte del "no" ha indotto la curatela a sospendere le procedure per il fitto e a valutare un nuovo passaggio con i sindacati. Per uscire dall'impasse, che ha gettato nello sconforto i lavoratori, anche quelli dei comuni che hanno adempito alle richieste dal curatore Cristina Bonomonte, il commissario Giuseppe Taverna ha convocato un incontro per oggi pomeriggio. Vi prenderanno parte i sindaci, i sindacati, la curatela e la Srr. L'awio della cessione, da cui dipende il ritomo al lavoro degli ex dipendenti Ato, fermi da oltre due mesi, sarebbe dovuta awenire entro il 20 aprile. Sabato scorso, però, durante un incontro presso la sede della Srr, a Monreale, presidiato dai Carabinieri e dalla Digos, gli ultimi tré comuni hanno palesato la loro defezione. La curatela ha deciso di sospendere l'iter, ma di non avviare le procedure di licenziamento per i dipendenti di cui non è stato trasmesso il nome, prima di avere incontrato i sindacati. Si dovrà capire anche che cosa accadrà ai lavoratori dei comuni che hanno comunicato l'elenco nominativo, cioè se i sindacati daranno il via libera al transito almeno per loro, A Monreale si concentra il nucleo più numeroso di ex dipendenti, 69 operatori e 7 amministrativi, di cui già l'amministrazione comunale ha avanzato richiesta alla curatela. Al momento, gli ex dipendenti Ato non percepiscono nemmeno ammortizzatori sociali, poiché si trovano in quiescenza. Il licenziamento ne avrebbe impedito il transito futuro in qualsiasi altra società chiamata a gestire il servizio rifiuti, II rifiuto dei primi otto comuni, appartenenti alla cosiddetta fascia "Â", a trasmettere l'elenco era stato motivato da un profilo di illegittimità rilevato nella scelta nominativa, cioè l'obbligo di indicare un lavoratore piuttosto che un altro. I primi cittadini hanno addirittura dato mandato all'avvocato amministrativista Giuseppe Ribaudo.