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giovedì 2 aprile 2015

Pasqua bizantina. Capire il significato di ciò che facciamo

Nel Santo e Grande Giovedì 
(E Intja e madhe) viene 
ricordata l'Ultima Cena

Il quarto giorno della Settimana Santa è fra i più significativi, della serie di eventi prepasquali in quanto da questo giorno cominciano le preparazioni rituali per la Domenica di Pasqua.

Secondo  i Vangeli, il giorno prima della sua morte, Gesù Cristo radunati i discepoli per condividere con loro l’ultimo pasto, che nella storia del cristianesimo andò sotto il nome di Ultima Cena, istituì uno dei principali sacramenti della fede cristiana: l'Eucarestia o Comunione, che dal greco significa ringraziamento.

Il Giovedì Santo è quindi il giorno in cui si commemora l'Ultima Cena. In quel giorno fu quindi istituita la comunione del corpo e del sangue del Signore sotto forma di pane e vino.

Un altro rito religioso che esiste nella Chiesa bizantina sarebbe nato nell'ultimo giorno prima della morte di Cristo. Questo è il rito della lavanda dei piedi.
Secondo la tradizione, dopo la Cena, Gesù lavò i piedi ai suoi apostoli.
Questo antico rito della Chiesa bizantina in genere viene ripetuto nelle Chiese cattedrali di tutte le Eparchie; il Vescovo lava i piedi a dodici sacerdoti, scelti nello stesso numero degli apostoli di Cristo. 

Nella Chiesa romana qualcosa di analogo avviene col vescovo che celebra il rito con i laici.

Nelle Chiese bizantine, ancora, in questo giorno si prepara il miro. E' una speciale miscela di molte sostanze a base di olio d'oliva, erbe aromatiche e spezie, resine, che viene utilizzato nel sacramento della Cresima, del Battesimo.

Nella tradizione cattolica romana dal Giovedì Santo inizia il cosiddetto Triduo pasquale. In questo giorno, secondo le tradizioni del rito latino, nelle grandi cattedrali, alla presenza del Vescovo, si tengono le messe solenne della consacrazione del miro e dell'olio santo.
Durante questa procedura i preti del rito romano devono rinnovare i loro voti, presi durante la loro ordinazione. Sempre nel rito latino il giovedì santo è anche chiamato "il Giovedì della riconciliazione", perché in quel giorno la Chiesa perdona i peccatori pubblicamente oggetto di pentimento.


Chi fra i lettori è avanti negli anni forse ricorda come, fino agli anni cinquanta e poi inizio anni sessanta del secolo scorso, le nostre nonne  cominciavano a preparare la celebrazione della Pasqua con pulizie straordinarie della propria casa, preparare i dolci pasquali, colorare le uova di Pasqua.