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venerdì 17 aprile 2015

L'Italia divisa in due. Renzi legge la situazione dal punto di vista del "liberismo" sfrenato, i suoi avversari dal punto di vista dell'ingiustizia sociale

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è in visita negli Stati Uniti, a Washington D.C. (16 e 17 aprile). 
Gli appuntamenti previsti sono i seguenti:
  • Giovedì 16 aprile – ore 16.30: Lecture presso l’Università di Georgetown;
  • Venerdì 17 aprile – ore 10.25: Incontro con il presidente Barack Obama alla Casa Bianca.
Ecco come Renzi legge la realtà italiana (il suo punto di vista): 
Oggi pomeriggio ho parlato agli studenti della Georgetown University. In una delle università americane più importanti ho voluto ribadire l'importanza della cultura come strumento per battere il terrorismo perché così si difendono la nostra identità e i nostri valori. 
Con orgoglio ho detto alla platea che faccio un mestiere meraviglioso, guidare il governo di uno dei Paesi più belli del mondo, ma è anche un mestiere terribile perché in Italia il passato è talmente emozionante che a volte pronunciare la parola futuro è difficile, allo stesso tempo però è un mestiere divertente perché sono convinto che il futuro è più interessante del passato.
Per troppo tempo però il nostro Paese è stata la bella addormentata nel bosco, come se il meglio fosse già accaduto e potessimo vivere il presente solo sognando il nostro grande passato. Ma noi siamo qui per svegliare la bella addormentata, noi siamo qui per dare un indirizzo al futuro. 
Questo indirizzo è il lavoro straordinario, l'energia, l'impegno che abbiamo messo in questo primo anno nelle riforme: la legge elettorale, l'architettura istituzionale, la PA, il fisco, il jobs act, la giustizia, la lotta alla corruzione, la buona scuola, l'innovazione. Per questo non è possibile tornare indietro sulle riforme, non possiamo permettercelo, sarebbe folle sciupare questa occasione. 
Per vent'anni abbiamo guardato alla globalizzazione impauriti invece di vedere le opportunità. Il mondo ha fame dell'Italia e chiede la nostra bellezza, noi possiamo essere il luogo del futuro che piace al mondo. Come diceva Bob Kennedy, il futuro non è un dono, ma una conquista. Noi siamo pronti.