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sabato 25 aprile 2015

Giurisprudenza. Sfogliamo alcune sentenze che riguardano la vita comunitaria, per non trovarci impreparati rispetto ai capricci dei pubblici amministratori

Voler bene all'Italia
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1) Non c'è demansionamento se la posizione organizzativa viene revocata.
 È legittima la revoca dell’incarico di posizione organizzativa da parte del Sindaco di un Comune, a seguito dei mutamenti organizzativi intervenuti e a fronte dei quali il Comune medesimo, privo di personale con qualifica dirigenziale, ha effettuato l’accorpamento di due distinte aree in unica “composita” comprendente l’area contabile in precedenza affidata alla responsabilità della ricorrente. Lo ha statuito la sezione Lavoro della Corte di cassazione con sentenza del 30 marzo 2015.

2) Commette reato il gestore di un locale pubblico che non caccia i clienti rumorosi 
Se i clienti che frequentano un locale pubblico non conoscono le regole della buona educazione e sono particolarmente rumorosi, il gestore ha il potere (ma anche il dovere) di cacciarli se gli schiamazzi arrecano disturbo alla quiete del riposo dei vicini. 
Se non lo fa rischia infatti una condanna penale (art. 659, co. 1, c.p.). Sentenza 12967/2015.

3) Dura lex, sed lex
Il Consiglio di Stato con la sentenza recentissima, aprile 2015, ha stabilito che ogni dirigente, funzionario o impiegato del Comune ha l'obbligo di applicare le leggi, anche se ritenute illegittime.