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giovedì 12 marzo 2015

Sicilia nostra. Matrigna della gran parte della popolazione

Avevamo iniziato questo scritto con la formula  "Secondo l'Istat ....".

Rileggendo abbiamo ritenuto che non serve granchè ripetere dati che tutti i giornali riportano come quelli secondo cui il Pil per abitante a Bolzano è 39,8 mila euro, quello della Sicilia 16,5 mila euro, meno della metà.
Non serve neanche sapere che il reddito da lavoro dipendente, per occupato, è in Lombardia di 38,9 mila euro, contro i 32,6 mila euro della Sicilia. Quest'ultimo dato -per la verità- sta a significare che l’economia siciliana è nella crisi più nera, perché non produce ricchezza (misurata dal Pil); quest'ultimo dato significa che il ceto impiegatizio sta molto bene, perché non risente della crisi in quanto riceve regolarmente lo stipendio. 

Girare per i quartieri, fra le famiglie di Contessa Entellina, si scopre che i dati dell'Istat non servono a descrivere il vero stato della gente del Sud, dell'isola.
E' facile rilevare che il ceto impiegatizio pubblico continua a mantenere privilegi di stipendi elevati, privilegi ancor più accentuati nella dirigenza regionale -fra quei 1.800 che nulla hanno del dirigente e tantissimo del parassita-, che percepisce stipendi e ammennicoli di ogni tipo per cifre stratosferiche non commisurate per nulla ai risultati,  ai benefici arrecati alla popolazione. 

Da tutte le parti della popolazione comincia ad alzarsi la voce contro i privilegi di chiunque li goda. Soprattutto se si tratta di politicanti da quattro soldi.
I privilegi di una minoranza danneggiano i diritti della maggioranza dei siciliani. 

I dati Istat non evidenziano la dura realtà; realtà che forse in un osservatorio di paese, quale è Contessa Entellina, può tratteggiarsi così: il 20% dei siciliani sta molto bene, ed è composta (agli occhi di tanti) da benestanti che nulla offrono al resto della società, forse un altro 20% vive decorosamente seppure in affanno, ma il 60%  arriva a fine giornata con difficoltà, non riuscendo a coniugare il pranzo con la cena, incapace di onorare utenze domestiche e cartelle esattoriali, affannata nel dover  scegliere se mettere €. 5,oo di carburante nel serbatoio dell'autoveicolo piuttosto che comprare pane e gr. 150 di mortadella.

Se questa è una fotografia ravvicinata a cosa ci servono i proclami di Matteo Renzi ?
La classe dirigente dell Stato e della Regione sta pericolosamente allontanandosi dal mondo di chi soffre, dalla società. 
Ogni giorno che passa può essere rischioso.