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venerdì 6 marzo 2015

La corruzione. Se il fine del liberismo è "fare denaro" ed il fine dell'uomo è divenuto "mettersi al servizio del denaro" tutto è chiaro

Tangenti, Helg interrogato per tre ore in carcere: "L'ho fatto perché sono povero, guadagno 8 mila euro al mese"

Quello di sopra è un titolo de La Repubblica-Palermo e ovviamente si riferisce all'estorsione messa in atto dall'ex presidente della Camera di Commercio, Helg, ai danni di un sub-concessionario di aree commerciali nell'aerostazione di Palermo.
Una vicenda che colpisce l'immaginario dei lettori e dei cittadini, tutti.

Nella società in cui viviamo esistono persone che sono costrette a vivere con meno di 10 euro al giorno, talora devono pure badare ad altri membri della famiglia.
Per Helg, uomo della classe dirigente di questo Paese, 8 mila euro al mese sono simbolo di "povertà". 

Di una cosa siamo certi: lui nell'esprimersi e nel sentirsi un uomo "bisognoso" non mentiva. Nel suo animo di uomo delle istituzioni, di uomo ottantenne in procinto di dover prima o dopo abdicare, si sentiva in grave ritardo. A ottant'anni non era riuscito ancora a sfondare, non era diventato padrone di ... una Banca, di una fabbrica con un milione di dipendenti ! Era in grave ritardo !
Helg, è il simbolo degli uomini delle società liberiste del terzo millennio. Coloro che pensano che il tempo passa e bisogna fare in fretta; arricchirsi (il come non conta; onestamente o disonestamente è indifferente) al più presto possibile, utilizzare per il fine le istituzioni dello Stato e degli Enti Pubblici e saccheggiarle nella sostanza e nell'immagine. 
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Lasciamo al suo destino Helg e riflettiamo invece sul nostro oggi, sulla politica che ci fa vomitare, sulla visione del mondo dominante ai nostri giorni: il liberismo.
Il tempo nella società liberista è sempre poco, anche perchè altri "pescecani" sono in attesa di darti uno spintone e levarti di mezzo, pronti a rendere più "proficuo" il posto "pubblico" che non hai saputo sfruttare fino in fondo.
Vita difficili quella del "corrotto" pubblico; anche perchè se il vento soffia a destra deve vantare i suoi meriti in quelle sponde, se poi il vento soffia a  sinistra deve rispolverare i suoi antichi meriti passati. E poi l'età; l'età ti ricorda che se non fai in fretta rischi di finire in una "tomba" piuttosto che in mausoleo.
Il liberismo è una corsa in cui l'unico valore da perseguire è: "arricchisciti" !
L'onestà, la correttezza, lo sguardo limpido -quello che consente di vedere la bellezza del mondo- non appartengono alla cultura liberista.

La legalità ?
Sì, quel congegno di riti, recite, da conoscere nei più minimi dettagli in modo che il tuo nome sia inserito nelle riviste e faccia elenco con tantissimi altri imbroglioni come te che vengono somministrati come "santi" del terzo millennio. 
La persona onesta non ha bisogno di puntare sul petto la medaglietta di uomo della legalità. La penserò come Sciascia ma disprezzo coloro che dalla mattina alla sera, come mestiere, vivono di questo strano rito. 
L'essere umano -non liberista- per natura è solidale, rispettoso delle regole e non ha necessità di gridarlo. L'uomo che guarda l'altro in viso, negli occhi, è già un uomo di legalità. Dietro gli occhi appannati, o in quelli indagatori e rapaci si nasconde il mascalzone: l'intera classe dirigente del nostro Paese.

Il liberista del terzo millennio  non capirà mai che tutte le ruberie di una vita non lo salveranno dal finire sotto terra, come capita a tutti i figli di questa terra.
A cosa gli sarà servito, allora, avere rubato la "società" ? 
Avere umiliato ed offeso tutte le persone "corrette" in cui si è imbattuto ? 

Eppure non dovrebbe essere difficile poter guardare il mondo attraverso una finestra con occhio pulito e scoprire come i giorni che ci sono concessi sono già essi la bellezza, sono già essi la felicità.