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lunedì 16 marzo 2015

Flash sulla nostra Storia

Contessa ed arbëreshe.
Contadini-soldati al servizio dei Cardona

Gli arbëresh iniziarono ad insediarsi nella seconda metà del XV secolo sul territorio su cui insiste oggi il comune di Contessa Entellina e trovarono qui un sistema socio-economico già affermato, consolidato: il feudalesimo.
Chi scrive non dispone di studi su quella che era, nella seconda metà del XV secolo, la realtà istituzionale e sociale della penisola balcanica e più specificatamente dell'Albania. I ricordi scolastici lo riportano comunque all'assetto tipico della Thema bizantina: si trattava di estesi territori che godevano di una vasta autonomia dalla capitale dell'Impero; ogni thema era diviso in province, ciascuna governata da una città ove risiedeva un Prefetto. Esisteva la grande proprietà affidata dall'Impero a Prefetti e Generali in concessione, ma generalmente la terra era divisa ai capifamiglia, i quali oltre che contadini erano soldati impegnati a bloccare qualsiasi invasore; comunque nell'Impero Romano d'Oriente il feudalesimo non ebbe nè tempo nè possibilità per affermarsi. 
I contadini erano, come detto, pure militari e questa circostanza era peraltro la realtà del Thema di Sicilia quando i musulmani sbarcarono a Mazara.

Il feudalesimo trovò l'humus adatto invece nel mondo dei franchi e poi gradatamente si diffuse in tutta l'Europa occidentale. 
In Sicilia il nuovo assetto socio-economico feudale iniziò ad essere insediato nel secolo XI ad opera dei Normanni e cessò, almeno formalmente se non sostanzialmente, nel 1812 col primo Parlamento costituzionale.

Il feudalesimo siciliano ebbe delle caratteristiche sue proprie, mutevoli nel corso dei secoli. Dal XIII secolo iniziarono a sparire dal territorio i villaggi e le strutture umane sparse e la popolazione, diversamente che in ogni altra realtà feudale, si accorpò in grossi centri urbani. 
Anche i casolari sparsi che esistevano sull'attuale territorio comunale di Contessa scomparvero o comunque rimasero disabitati. Questo fu, per esempio, il destino di Patellaro, di Contessa etc.etc.

Cosa trovarono gli arbëresh quindi sul nostro territorio ?
E' ovvio che essi dalla Calabria, dove verosimilmente erano stati sbarcati da velieri veneziani e forse napoletani, furono incanalati attraverso lo stretto di Messina. 
Messina nella seconda metà del XV secolo fungeva ciclicamente da capitale del Regno di Sicilia. E ciclicamente i Cardona, signori delle terre di Contessa, rivestivano il rango di Vicerè. 
Non è difficile immaginare che quei poveri contadini-soldati scampati alla furia ottomana furono dalla famiglia Cardona indirizzati nella Valle del Belice e più precisamente nei terreni scarsamente produttivi alle falde di monte Genuardo.
Terreni non abitati, non coltivati e idonei a conservare le attitudini militari di quella gente. Attitudini militari ampiamente utilizzate sia dai Cardona in quanto feudatari, che dai Cardona Vicerè. Basta ricordare il soffocamento di una rivolta scoppiata nei territori dei Cardona di Burgio, l'utilizzo degli arbëresh nel noto caso di Sciacca ed in altre vicende ancora.
Gli arbëresh di Contessa che avevano avuto difficoltà ad aggregare 80 fuochi familiari, in quanto molti di essi dopo avere sostato sui poveri ed aspri territori di Serradamo e Contesse si trasferivano a Palazzo, Mezzojuso e Piana, richiesero -indipendentemente dall'obbligo regio degli 80 fuochi- il riconoscimento giuridico dell'Università (oggi diremmo del Comune). 
I Cardona che si erano serviti a più non posso dei contadini-soldati contessioti nel decennio di fuoco che va dal 1510 al 1519 divampato su tutta l'isola concessero, finalmente, nel 1520 i tanto sospirati "capitoli".
Contessa, con popolazione al limite di legge, divenne Università perchè arrivarono altri levantini dall'isola di Andros, ma soprattutto perchè aveva reso fin troppi servizi ai Cardona, non ultimo quello di avere accettato in enfiteusi i feudi più improduttivi e più scadenti dell'intera Baronia.