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mercoledì 25 febbraio 2015

Uomini, fatti, eventi. Come li ricordiamo oggi

25 Febbraio

Nasce il 25/02/1866 a Pescasseroli, in Abruzzo, Benedetto Croce, filosofo, storico, scrittore e politico italiano, principale ideologo del liberalismo novecentesco italiano e “rifondatore” del Partito Liberale.

Ministro della Pubblica Istruzione nell’ultimo governo Giolitti, elaborò una riforma della pubblica istruzione che fu poi ripresa ed attuata da Giovanni Gentile.
Ruppe col fascismo, dopo il delitto Matteotti (10 giugno 1924). 


Nello stesso anno interruppe la sua amicizia con Giovanni Gentile, per discrepanze filosofiche e soprattutto politiche. Gentile infatti, con la pubblicazione del Manifesto degli intellettuali fascisti nel 1925, si era infatti schierato definitivamente dalla parte del fascismo.

Croce rispose aderendo all’invito di Giovanni Amendola, pubblicando a sua volta su “Il Mondo” il 1º maggio 1925, il Manifesto degli intellettuali antifascisti nel quale veniva denunciata la violenza e la soppressione della libertà di stampa da parte del regime.
 Il fascismo riteneva Croce un avversario poco temibile, sostenitore com’era di un fascismo inteso come “malattia morale” inevitabilmente superata dal progresso della storia.
Inoltre la fama di Croce presso l’opinione pubblica europea lo proteggeva da interventi oppressivi da parte del regime.
Nel 1944 fu Ministro senza portafoglio nel secondo governo Badoglio. Subito dopo la liberazione di Roma (giugno 1944) entrò a far parte del secondo governo Bonomi, sempre come ministro senza portafoglio, ma diede le dimissioni qualche mese dopo, il 27 luglio.
Eletto all’Assemblea Costituente, non accettò la proposta di essere candidato a presidente provvisorio della Repubblica, così come avrebbe in seguito rifiutato la proposta, avanzata da Luigi Einaudi, di nomina a senatore a vita.
Nel 1946 fondò a Napoli l’Istituto Italiano per gli Studi Storici destinando per la sede un appartamento di sua proprietà, accanto alla propria abitazione e biblioteca, nel Palazzo Filomarino.
Per un ictus cerebrale, sopravvenuto nel 1949, semiparalizzato si ritirò in casa continuando a studiare: morì seduto in poltrona nella sua biblioteca il 20 novembre 1952.