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mercoledì 4 febbraio 2015

Libri. Reinterpretazione di una lettera dell'anarchico Enrico Malatesta

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


E' uscito nei giorni scorsi il saggio "Architettura di una chimera: rivoluzione e complotti in una lettera dell’anarchico Malatesta reinterpretata alla luce di inediti documenti d’archivio" 
(http://www.universitas-studiorum.it) del quale siamo gli autori.

Si tratta di un lavoro nato da una ricerca appassionante che è durata tre anni e che ci ha portati a ricostruire, grazie all'ausilio di documenti d'archivio francesi ed italiani una vicenda che, a distanza di più di un secolo, resta ancora storiograficamente aperta.   
Il libro è un’analisi dettagliata della ben nota lettera [nota 1] che il leader anarchico Errico Malatesta inviò da Londra il 18 maggio 1901 ad un compagno sconosciuto di Parigi e che fu intercettata dal Ministero degli Interni di Giolitti. Una missiva che partì dunque, emblematicamente, quattro giorni prima del “suicidio” di Gaetano Bresci nel penitenziario di Santo Stefano e che alludeva ad una misteriosa operazione supportata trasversalmente anche da elementi esterni alla più stretta cerchia anarchica e finalizzata alla realizzazione della agognata rivolta antisabauda.        
Il saggio contiene, a tal proposito, degli elementi decisamente innovativi. 
Viene, tra l'altro, finalmente individuato, con un buon grado di verosimiglianza, il destinatario della missiva e si appura, contro le precedenti ipotesi storiografiche, la reale e sorprendente identità di quell' “Oreste” che un ruolo tanto importante riveste nell'economia dei fatti che Malatesta lasciava trasparire nella sua missiva.  Documenti inediti trovati negli archivi parigini ci hanno consentito inoltre di certificare senza alcun dubbio un concertato soggiorno di Malatesta a Parigi (Neuilly) presso l’ex regina di Napoli Maria Sofia di Baviera (dal 1 al 7 febbraio 1901) e permettono di fare luce su molti degli eventi più pregnanti occorsi in quel frangente.
Si tenta di far luce anche sul ruolo, assolutamente non marginale, che ebbe nella vicenda l’enigmatico Angelo Insogna, uomo di fiducia di Maria Sofia, citato espressamente da Malatesta nella lettera, e che come Benedetto Croce segnalerà in una sua dichiarazione pubblicata sulla Stampa di Torino nel 1926, si rivelò essere uno dei principali fulcri di quella che fu probabilmente una incredibile ed articolata “convergenza di interessi”.   
Sulla scia di una querelle storiografica mai sopita che ha avuto negli anni passati ulteriore eco a seguito dei lavori (più divulgativi ma nondimeno interessanti) presentati da Arrigo Petacco su Bresci e Maria Sofia, si è tentato di ristabilire una plausibile definizione degli eventi esaminati mantenendo un utilizzo rigoroso delle fonti ed un puntuale confronto con la più qualificata letteratura specialistica.                 
Indipendentemente dalla condivisione o meno delle conclusioni alle quali siamo pervenuti, riteniamo essenziale che tutti questi nuovi dati (quelli strettamente documentali ed archivistici in modo particolare) vengano recepiti e studiati con attenzione dal mondo accademico e da tutti coloro che ancora oggi si interessano a questo passaggio della nostra storia.
Siamo infatti convinti che essi apportino un contributo sostanziale allo status quaestionis. 

Le saremmo pertanto grati se volesse opportunamente segnalare sul suo interessante blog l’uscita del saggio.
Qualora ritenesse poterne produrre una più qualificata recensione potremmo provvedere a fornirle all’uopo copia elettronica del lavoro.
Riportiamo in ogni caso a seguire dati editoriali, trascrizione della quarta di copertina e in allegato trascrizione integrale della breve Premessa introduttiva del volume.


Ringraziamo per l’attenzione e porgiamo in nostri più cordiali saluti.

[nota 1]  La lettera fu pubblicata e commentata per la prima volta da Lorenzo Gestri (vedi  Lorenzo Gestri, Dieci lettere inedite di Cipriani, Malatesta e Merlino, "Movimento operaio e socialista", a. XVII, n. 4, ottobre-dicembre 1971) che scriveva: “Concludiamo con una lettera del Malatesta, posteriore di alcuni anni alle altre, che contiene alcun elementi interessanti circa la vexata quaestio dei rapporti fra l'agitatore napoletano e l'ex regina di Napoli Maria Sofia. Tale lettera, indirizzata dal Malatesta ad un compagno residente a Parigi, la cui identità non è possibile appurare dai documenti di polizia che la accompagnano, cadde durante il suo viaggio non sappiamo come nelle mani del Questore di Bologna. Trasmessa alla Direzione Generale della P. S., che ne confermava l'autenticità sulla base di un esame calligrafico e ne faceva copia fotostatica, essa veniva rinviata a Bologna, perché il Questore la restituisse a chi gliela aveva procurata onde farla giungere al destinatario. Una copia veniva quindi spedita all'Ambasciatore d'Italia a Parigi, accompagnala da una nota in data 10 agosto 1901 in cui si individuava nella Signora, cui alludeva Malatesta appunto Maria Sofia, in M. , Charles Malato, in " Oddino " il dirigente socialista Oddino Morgari, in Arturo l'anarchico italiano Arturo Campagnoli, ed infine in Oreste, con tutta probabilità Oreste Boffino.”

Salvatore Mazzariello (  )  e Enrico Tuccinardi (  

      DATI EDITORIALI

Titolo: Architettura di una chimera

Sottotitolo: Rivoluzione e complotti in una lettera dell’anarchico Malatesta reinterpretata alla luce di inediti documenti d’archivio.

Autori: Enrico Tuccinardi e Salvatore Mazzariello.

ISBN: 9788897683728

Casa editrice: Universitas Studiorum S.r.l.

Luogo: Mantova.

Data di pubblicazione: Novembre 2014.

Numero di pagine: 184.

QUARTA DI COPERTINA:
Il 18 maggio del 1901 il più celebre e temuto degli anarchici italiani, Errico Malatesta, all’epoca esiliato a Londra, inviò a un destinatario ignoto una misteriosa lettera, densa di contenuti che alludevano a complotti e macchinazioni rivoluzionarie in Italia. La lettera fu intercettata dai servizi segreti del Ministero dell’Interno, presieduto da Giovanni Giolitti. A meno di un anno da quando, in una calda serata di luglio, un giovane anarchico venuto dall’America, Gaetano Bresci, aveva assassinato il Re d’Italia, lo spettro anarchico tornava a incombere sulla Penisola.
L’anarchismo, agli inizi del XX secolo, si stava trasformando in una minaccia planetaria e in Italia, complici le politiche sociali di uno Stato autoritario e repressivo, rischiava di trovare l’appoggio determinante di un popolo sempre più esasperato. In questo humus storico-politico germoglia e si sviluppa l’intreccio di eventi che fa da sfondo alla missiva di Malatesta. Per la prima volta, grazie a una serie di documenti inediti, vengono identificati i personaggi chiave della lettera e, attraverso un minuzioso lavoro di ricerca svolto in archivi italiani e francesi, viene fatta luce, dopo oltre un secolo, su un appassionante intrigo d’inizio ‘900, che vide coinvolti un gruppo di anarchici italiani residenti all’estero sotto la guida di Errico Malatesta, il governo italiano, con Giolitti e i suoi agenti infiltrati nel milieu anarchico, e persino l’ex regina di Napoli, Maria Sofia, in esilio a Parigi.