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domenica 15 febbraio 2015

Cristianesimo nella Storia, nella Cultura ed oltre. ---4---

Cristianesimo ed ebraismo
E' corretto affermare che il Cristianesimo è nato dall'ebraismo. Gesù era un ebreo ed il Cristianesimo è nato all'interno del mondo giudaico.

E' certamente un errore sostenere che il Cristianesimo sia nato, derivi, dall'ebraismo così come lo conosciamo oggi. 
L'ebraismo dei nostri giorni, quello che si identifica nelle Sinagoghe diffuse in molti paesi del mondo,  è pure esso sorto nei medesimi decenni, a cavallo del I e II secolo, in cui andava nascendo il Cristianesimo. Questo ebraismo dei nostri giorni è il frutto di un processo innovativo che gli storici definiscono la "riforma rabbinica", che iniziò dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, nell'anno '70.

Quarant'anni dopo la morte di Gesù, il Tempio di Gerusalemme venne distrutto da una guerra rovinosa contro i romani. Questo evento segnò la fine del "giudaismo antico", quello che ritroviamo nell'Antico Testamento. Da quella distruzione cominciano ad emergere, a distinguersi, due filoni di giudaismo: il cristianesimo e il rabbinismo.
Il giudaismo fino a quell'evento distruttivo era assolutamente diverso dall'ebraismo dei nostri giorni: era incentrato non sulla Torah ma sul culto del Tempio di Gerusalemme e riconosceva come autorità il sacerdozio sadduceo, non i maestri della Torah (la Legge), anche se questa assolveva cmunque a funzioni di vita importanti.
Finchè il Tempio si ergeva a Gerusalemme, il cristianesimo fu semplicemente un filone, un gruppo giudaico, di quel tempo, certo con le caratterizzazioni proprie. La separazione tra Cristianesimo ed ebraismo avvenne quindi dopo la prima guerra contro i romani (anno '70) e si dispiegò come una separazione all'interno del popolo ebraico, tra gruppi diversi di ebrei e tra interpretazioni parallele e divergenti della comune eredità giudaica.
Giovanni Paolo II - nell’intento di riparare colpe cui non erano estranee responsabilità da parte dei cristiani - coniò una formula molto efficace: «Gli ebrei sono nostri fratelli maggiori!». L’espressione fu ben accolta e risuonò in ogni incontro di dialogo ebraico-cristiano. 
Storicamente gli ebrei attuali non sono tuttavia fratelli maggiori, nati prima di noi o in una posizione di eccellenza rispetto a noi. Ebrei e cristiani insieme hanno una derivazione da un unico tronco (quello da noi chiamato Antico Testamento), una derivazione che non dà precedenza all’uno sull’altro. Sarebbe più esatto dire che siamo 'fratelli gemelli'

L'Antico giudaismo viveva in un’epoca di pluralismo di forme e di appartenenze: sadducei, esseni, farisei... 
Come annotava il cardinal Ratzinger, «fede cristiana e giudaismo sono due modi di fare proprie le Scritture di Israele che in definitiva dipendono dalla posizione assunta nei confronti di Gesù». 
L’Antico Testamento apre a entrambe le strade, e se l’interpretazione cristiana vede il realizzarsi in Gesù Cristo delle profezie dell’Antico Testamento perché ormai centro della fede è lui, il Messia e Signore, l’interpretazione ebraica ha messo al centro la Torah che, con i commenti rabbinici di Mishna e Talmud, va amata e custodita «più di Dio stesso». 
Cristiani ed ebrei dei nostri giorni sono quindi nati dallo stesso ventre: il giudaismo del Tempio post-babilonese.

Gli storici ci dicono che i "farisei" con cui Gesù ebbe molto a polemizzare non erano una corrente "al governo", erano in realtà un filone che si opponeva ai sadducei, coloro che gestivano il Tempio. Gli stessi farisei nel loro contestare i sadducei erano un gruppo, una fazione, innovativa e composta da riformatori. Non rappresentavano nè la tradizione ebraica, nè l'establishment, nè i capi del popolo. Erano in sostanza una minoranza influente, ma non alla guida del popolo.
Eppure le scritture neo testamentarie polemizzano più con i farisei che con i sadducei. Quale è il motivo ?
E' semplice da capire per chi conosce la Storia del Novecento. I comunisti di quel secolo più che polemizzare con i conservatori ed i reazionari erano specializzati nel criticare e attaccare i socialisti. I nemici principali  dei comunisti non furono mai i conservatori democristiani nè i reazionari nazi-fascisti ma i riformisti socialisti.
Farisei e Cristiani polemizzarono fra loro perchè erano entrambi riformatori, volevano entrambi rinnovare la tradizione ebraica. Fra loro si svolgeva un conflitto tra due gruppi riformatori che perseguivano lo stesso obiettivo, ma in maniera diversa.
Le polemiche le rinveniamo nel nuovo Testamento dei cristiani e pari pari nelle fonti rabbiniche.
Con la distruzione del Tempio (dove sadducei, farisei, cristiani si ritrovavano) scomparve il gruppo che stava attorno al sacerdozi sadduceo, quel gruppo che aveva richiesto la condanna a morte di Gesù, di Giacomo suo fratello, l'arresto di Paolo e tutte le misure anti-cristiane.
I vari gruppi giudaici, in buona sostanza, avevano interpretazioni e visioni del mondo differenti fra loro. Avevano  pure organizzazioni proprie. Base comune era solamente la credenza nell'unico Dio e la Legge mosaica. 
I farisei (da cui proviene l'odierno rabbinismo) avevano proprie sinagoghe differenti da quelle degli esseni, degli ebrei ellenisti etc.

Fino al '70 l'identità ebraica fu garantita dal culto a Dio nel Tempio. I cristiani si recavano pure loro regolarmente al Tempio per glorificare Dio. Lo stesso Paolo fu arrestato all'interno del Tempio dove adempiva ad un voto. 
Allora in cosa si differenzia il filone cristiano ?
Per la fedeltà a Gesù, considerato Messia. Essi avevano proprie assemblee differenti dalle sinagoghe farisee e rituali differenziati (p.e. battesimo per la remissione dei peccati ed eucarestia spezzando il pane). Con queste caratterizzazioni essi continuavano ad essere pii ebrei all'interno del pluralismo giudaico.
Conclusione
Il Cristianesimo ed il rabbinismo odierno nacquero contemporaneamente, quindi, con la distruzione del Tempio, allorchè venne meno il terreno comune delle differenti anime cultuali pluraliste giudaiche.
Da allora i cristiani accentuarono il riconoscimento di Gesù-Messia, i farisei accentuarono l'obbedienza alla tradizione dei padri e alla Legge mosaica. 
Da quella fase storica venne meno ogni legame, ogni sentire unitario.