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martedì 17 febbraio 2015

Crisi greca. L'Italia potrebbe perdere dai 40 ai 60 miliardi

Circa i 2/3 dei titoli di Stato greci sono detenuti da diversi soggetti pubblici, dal Fondo di salvataggio europeo (Esm) per 142 miliardi, dai Paesi della zona euro, 53 miliardi, dal Fondo monetario internazionale (FMI) per 34 miliardi) e dalla Banca Centrale Europea (BCE) per 20 miliardi. 
Che la grecia possa reggere il peso di questo debito in moneta europea non è credibile e dunque se non raggiunge l'intesa con i paesi dell'euro-gruppo potrebbe inevitabilmente essere costretta a dare forfait, o meglio, potrebbe decidere secondo alcuni di rimborsare solo l’FMI per lasciarsi aperta la strada di ulteriori aiuti mentre concorderebbe una soluzione ‘argentina’ con il resto dei creditori, ovvero in cambio di circa 200 miliardi potrebbe rimborsarne una percentuale da concordare. Nel caso dell’Italia la perdita potenziale viene valutata tra i 40 e i 61,2 miliardi di euro.
Dunque il default sarebbe interamente a carico dei cittadini europei in proporzione alla partecipazione percentuale dei rispettivi Stati ai diversi meccanismi finanziari. In testa c’è la Germania, a seguire la Francia, terza l’Italia e poi tutti gli altri.