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lunedì 9 febbraio 2015

Corso popolare di lingua e cultura della Comunità italo-albanese di Contessa Entellina (7) ... ... di Calogero Raviotta

 Dispensa n.7


Gjëkojëm e shkruajëm gluhën arbëreshe e Kuntisës
Parliamo e scriviamo la lingua degli Italo-Albanesi di Contessa.
         
NJ     nj       Si legge come gn  in gnomo                           i njomë                 morbido, molle

numeri:  6, gjashtë=sei; 16, gjashtëmbëdhjetë; 600, gjashtëqind=seicento;

Frasi:      gjegjem mirë=sento bene; gjëkon mirë arbëreshin=parla bene l’albanese d’Italia;
              lopat han barin  te Brinjat= le mucche mangiano l’erba sulla Brigna;
Verbi:       U njoh          io conosco                                   Na njohëm           Noi conosciamo        
                 Ti njeh          tu conosci                                    Ju njihni               voi conoscete
                 Aì njeh          egli  conosce                                Atà njohën          Essi conoscono         
                                     
Una poesia arbëreshe

QYVARRISU*                                                      SALVE                          

Qyvarrisu hora ime                                                  Salve paese mio,
Gjith'e dritshme e bukurì,                                        Tutto luminoso e bello,
Ku do vete me shërtime                                          Dovunque io sia con nostalgia
Mendja ime vien tek ty.                                          La mia mente torna a te.

Brinja t'blera ku bredh mëza                                   Sulla Brigna verdeggiante il puledro
Ndan pelës me hingëllima,                                      Vicino alla giumenta saltellando nitrisce
Ku ka dushku e trëmbur fëllëza                              E nel bosco timorosa la pernice
Ik e zbiret mi ato hima.                                           Fugge e, giù tra i burroni, sparisce.

Paçit t'mir për sa t'jet jeta,                                       Il bene duri tutta la vita,
Paçin varret lutje t'glata:                                          Lunghe preghiere confortino i sepolcri,
Ju bekoft' dielli te dita,                                           Vi benedica il sole di giorno,
Ju gëzoft' hënza te nata                                           Vi rallegri la luna di notte.
(Giuseppe Schirò - Roma, 1979)
*Nota - La prima strofa é stata già riportata nella dispensa n.1 (inno di Contessa Entellina)

Un personaggio di Contessa Entellina

DON SOFRONIO GASSISI - Liturgista, paleografo e anticipatore dell’ecumenismo.
Nato a Contessa Entellina (PA) il 21 aprile 1873, entrò nel Monastero di S. Maria di Grottaferrata come alunno e probando monastico nell'aprile del 1883. Manifestò subito la sua  tendenza allo studio, in modo particolare alle materie ecclesiastiche orientali. Compì con lode tutto il corso regolare del ginnasio, entrò nel noviziato nel 1890 e fu ordinato sacerdot


e nel 1899. Mentre era ancora studente gli venne affidata la cura della ristampa dei “menei” greci, attorno ai quali avevano collaborato Pitra, Cozza Luzi ed altri dotti. Il suo lavoro superò quello dei suoi predecessori, data la sua grande preparazione e la sua grande competenza in materia.
Fu uno dei fondatori e dei principali collaboratori del periodico "Roma e l'Oriente". Lasciò diversi studi di liturgia e paleografia.
Nel 1919 fu nominato Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali e da tale anno fino al 1920 priore di governo della Badia, pur mantenendo sempre l'ufficio di bibliotecario e di archivista.
Con altri suoi confratelli contribuì al recupero del rito, degli studi e delle tradizioni monastiche.
La sua formazione eminentemente monastica contribuì alla rinascita religiosa e spirituale della "nuova" Badia, per la quale lavorò con l'esempio, con la preghiera, con lo studio fino alla sua morte, avvenuta il 14 febbraio 1923.

Një horë arbëreshe - Un comune italo-albanese
San Marzano (Shën Marcani) é l’unico comune albanofono della provincia di Taranto. Conta circa 6.500 abitanti. E’ famoso per i tipici pomodori e per l’amaro “BORSCI” (parola composta albanese, che significa neve-pioggia, cioé” borë-shi”.

Una pubblicazione arbëreshe
“Arbëresh”, piazza Cavour, 12 - 10123 TORINO, diretto da papas Bugliari Giovanni (Comunità degli italo-albanesi residenti nella diocesi di Torino).
Proverbio arbëresh

Xhunji me bumbullima bën shumë drith. - Giugno tonante porta raccolto abbondante.
di Calogero Raviotta