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sabato 31 gennaio 2015

Sergio Mattarella. Ha buone possibilità per accedere al Quirinale

Sergio Mattarella, palermitano 73 anni, vedovo, tre figli, è il democratico (cristiano)  più favorito per accedere al Quirinale nei prossimi sette anni.
Nello scrutinio che inizierà fra pochi minuti, alle 9,30 di oggi sabato 31 gennaio, basteranno 505 voti per essere eletti (e quei voti, sulla carta, ci sono tutti nell'ambito della coalizione di centro-sinistra: Pd, Scelta Civica, Sel, Psi, etc.). Nulla esclude che anche le forze di centro-destra condividano il suo nome.

Chi è questo siciliano che potrebbe divenire Capo dello Stato ?
Sergio Mattarella, è nato a Palermo il 23 luglio del 1941. Figlio di Bernardo, politico democristiano più volte ministro tra gli anni Cinquanta e Sessanta, e fratello minore di Piersanti, che nel 1980 fu assassinato dalla Mafia mentre era presidente della Regione Siciliana. E' vedovo dal 2012: era sposato con Marisa Chiazzese, sorella di Irma consorte di Piersanti, l’ex presidente della Regione Siciliana assassinato a Palermo il 6 gennaio 1980.

Ha tre figli: Bernardo, Laura e Francesco. A Palermo abita in via Libertà nello stesso palazzo dove abitano anche i figli del fratello, proprio nello stesso viale dove avvenne l’omicidio. 
Uno dei nipoti è Bernardo che è stato deputato regionale. Il primogenito di Sergio, Bernardo anche lui, è docente di diritto amministrativo, è capo dell’ufficio legislativo del ministero della Funzione Pubblica, col ministro Madia.

La Presidenza dell'assise parlamentare
convocata per eleggere il Presidente
della Repubblica
Più volte ministro, deputato per quindici anni, è giudice costituzionale. Mattarella in gioventù ha militato tra le file della Gioventù Studentesca di Azione Cattolica e della Fuci, poi è stato docente di Diritto parlamentare all’Università di Palermo.
Deputato dal 1983 al 2008, prima per la Democrazia Cristiana, poi per il Partito Popolare Italiano e la Margherita, e più volte ministro; dal 2011 è giudice costituzionale. Tutti lo conoscono per la legge elettorale «Mattarellum».
Mattarella fu infatti relatore della legge di riforma elettorale della Camera e del Senato che, recependo l’esito del referendum del 1993, introduceva una componente maggioritaria. Vicino per tradizione familiare alla corrente morotea della Democrazia Cristiana, dopo la morte del padre nel 1968 e l’assassinio del fratello venne eletto alla Camera nella circoscrizione della Sicilia Occidentale.
Rieletto deputato nel 1987 si mantenne vicino alle corrente del segretario politico Ciriaco De Mita. Nello stesso anno fu nominato ministro dei Rapporti con il Parlamento nel governo Goria e confermato nell’incarico l’anno successivo nel governo De Mita. 
La foto rievoca altri tempi.
Nel 1989, col governo Andreotti VI diventa ministro della Pubblica Istruzione. Si dimette il 27 luglio 1990, insieme ad altri ministri della corrente di De Mita, per protestare contro l’approvazione della legge Mammi’ di riassetto del sistema radiotelevisivo che avrebbe legittimato la posizione dominante del gruppo televisivo di Silvio Berlusconi. 
E' rieletto alla Camera nel 1992 e gli viene affidata la direzione del quotidiano della Democrazia Cristiana Il Popolo. Non è mai stato sfiorato dalle inchieste su Tangentopoli e da lui gli italiani si attenderebbero un netto indirizzo anti-corruzione, il male più atroce che sta corrodendo le basi della Repubblica. Oggi si ha la sensazione che dal sindaco del più piccolo comune di 200 abitanti al politico del Parlamento Nazionale tutti siano ladri. Da Mattarella ci si attende una Italia pulita. Speriamolo.
Nel 1995, al culmine dello scontro interno al Partito Popolare, apostrofa l’allora segretario Rocco Buttiglione, che cercava l’alleanza con Berlusconi, «el general golpista Roquito Butillone...» e definisce «un incubo irrazionale» l’ipotesi che Forza Italia potesse essere accolta nel Partito Popolare Europeo. Cosa che è invece avvenuta, al contrario dell'odierno Pd che fa parte del Partito Socialista Europeo.

Nel 1996, con l’affermazione elettorale de L’Ulivo, è di nuovo deputato e viene eletto capogruppo dei popolari alla Camera. 
Durante il governo D’Alema I assume la carica di vicepresidente del Consiglio, mentre nei successivi Governo D’Alema II e Governo Amato II è Ministro della Difesa. Gia’ nel 2013 il suo nome era stato proposto dall’ex segretario Pier Luigi Bersani come candidato alla presidenza della Repubblica.

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