lunedì 19 gennaio 2015

Corso popolare di lingua e cultura della Comunità italo-albanese di Contessa Entellina

a cura di Calogero Raviotta
Dispensa n.6

Gjëkojëm e shkruajëm gluhën arbëresve e Kuntisës
Parliamo e scriviamo la lingua degli albanesi di Contessa.

R                r                       Si legge come r in mare e caro                   kur      quando
RR             rr                     si legge come  r in carro e ruota                 Rrush  uva
                  
numeri:       5, pesë; cinque; 15, pesëmbëdhjetë;
                   40=dyzet; 400, katërqind=quattrocento;

Saluto:        Natën e mirë=buona notte; mirë menatë= buon mattino.

Frasi:          Ha rrush= mangio uva; pi verë= bevo vino; ti rri ndanë= abiti vicino;
                stisa shpinë me rërë, këlqere e gurë=ho costruito la casa con sabbia, calce e pietre;

Verbi:         U ruanj         io custodisco                   U marr             Io prendo           
                   Ti ruan          Tu custoisci                     Ti merr            Tu prendi
                   Aì ruan         Egli custodisce                Ai merr            Egli prende
                   Na ruajëm     Noi custodiamo               Na marrëm      noi prendiamo
                   ju ruani         voi custodite                    ju mirrni          Voi prendete
                   Atà ruajën     Essi custodiscono            Atà marrën      Essi prendono

Una poesia arbëreshe
Te dejti                                                          Al mare

Te një ditë e ngrohtë shtashunie,                   In un giorno afoso d’estate,
Varrenj dejtin pa lodur:                                 Guardo il mare a lungo:
Duket një fushë e madhe                               Sembra una vasta pianura
Plot me ujë çë tundet                                     Piena di acqua che si dondola
Prapa e përpara, pa mbajtur.                          Avanti e indietro, senza sosta.
Shoh  shumë gra,  bura e djelme,                   Vedo tanti uomini, donne e bambini,
Çë  rrijën mbi rërën ulurë o shtënë                 che stanno sulla sabbia, seduti o sdraiati,
O lagen te dejti,                                             O fanno il bagno  al mare,
Kur dielli djég.                                               Quando il sole scotta.
(Calogero Raviotta)
Un personaggio di Contessa Entellina
Prof. Calogero Garaci, Medico, dirigente del Ministero della Sanità, docente universitario

Il Prof. Calogero Garaci, nato a Contessa nel 1907, dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia, iniziò la sua attività professionale a Roma.
Il prof. Garaci si é distinto, nell’attività professionale e culturale, come emerge dai numerosi riconoscimenti ufficiali conferitigli e per i prestigiosi incarichi rivestiti, tra i quali meritano di essere ricordati:
- Commissario Straordinario (1951) dell'ONMI.
- Dal 1954 al 1975 insegna "Igiene della  scuola e degli sports" presso la cattedra dell'Istituto Superiore di Educazione Fisica di Roma.
- Dal 1956 Segretario Generale della Lega italiana per la lotta contro la poliomelite e le     altre malattie da virus.
- Dal 1946 al 1958 Segretario Generale dell'Associazione Italiana per l'Igiene.
- Medaglia d'Oro al Merito della Croce Rossa Italiana (1964).
- Incarico d'insegnamento dell'igiene per l'anno accademico1966/1967 presso la Facoltà    di Medicina dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.
- Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana (1972).
- Medaglia d'Oro al Merito della Sanità Pubblica (DPR 8.11.1974).
- Relatore ufficiale di numerosi congressi medici nazionali ed internazionali.
- Direttore del periodico di educazione sanitaria "Vivere Meglio" e della rivista "Maternità e Infanzia".
- Autore di circa 60 pubblicazioni e di numerosi articoli a carattere igienico-sanitario in      varie riviste sanitarie e periodici.
- Segretario Generale della Lega Italiana per la lotta contro le malattie virali.
Il prof. Calogero Garaci, morto a Roma il 16 novembre 1990, a Contessa Entellina  é stato ufficialmente ricordato alla presenza del figlio prof. Enrico Garaci, Rettore dell'Università "Tor Vergata" di Roma,  il 6 settembre 1992, nel corso di una giornata culturale dedicata alla sua memoria.

Një horë arbëreshe - Un comune italo-albanese
S. Demetrio Corone (Shën Mitri), comune albanofono della provincia di Cosenza, conta circa 5 mila abitanti. I primi albanesi vi si stabilirono attorno al 1470. Tra i suoi personaggi illustri: il poeta Bellusci Costa. A Macchia Albanese, frazione di S. Demetrio, sono nati: Gerolamo De Rada (uno dei più grandi poeti e scrittori arbëreshë), Michele Marchianò (poeta e albanologo) e Stanislao Marchianò (filologo albanese).

Una pubblicazione periodica
“Oriente Cristiano”, periodico di cultura e informazione dell’ACIOC (Associazione Culturale Italiana per l’Oriente Cristiano), Piazza Bellini, 3   -  90133  Palermo.

Parliamo di.....KUNTISA, HORA E GLUHA JONE
Contessa Entellina, il nostro paese e la nostra lingua.


Comuni  italo-albanesi
Purtroppo sono rimasti solamente 53 comuni di origine arbëreshë, dove ancora si coservano, usi, costumi, tradizioni o la  lingua o il rito degli antenati albanesi.
Una delle prime colonie è Contessa Entellina (PA) fondata nel 1450, l'ultima è Villa Badessa (frazione di Rosciano) in provincia di Pescara, fondata nel 1744.
E’ riportato di seguito l'elenco delle Colonie italo-albanesi, che conservano lingua albanese e/o rito greco-bizantino nelle funzioni religiose.
Acquaformosa (CS) - Amato (CZ) - Andali (CZ) - Barile (PZ) - Contessa Entellina (PA) - Castroregio (CS) - Cavallerizzo (CS) - Cervicati (CS) - Cerzeto (CS) - Civita (CS) - Caraffa (CZ) - Carfizzi (CZ) - Casalnuovo Monterotaro (FG) - Casalvecchio di Puglie (FG) - Chieuti (FG) - Campomarino (CB) - Ejanina (CS) - Frascineto (CS) - Firmo (CS) - Farneta (CS) - Falconara Albanese (CS) - Greci (AV) - Ginestra (PZ) - Ioggi (CS) - Lungro (CS) - Montecilfone (CS) - Maschito (PZ) - Marcedusa (PZ) - Marzi (CS) - Macchia Albanese (CS) - Mezzojuso (PA) - Portocannone (CB) - Pallagorio (CZ) - Plataci (CS) - Piana degli Albanesi (PA) - Palazzo Adriano (PA) - S. Cosmo Albanese (CS) - S. Giorgio Albanese (CS) - S. Giacomo di Carzeto (CS) - S. Demetrio Corone (CS) - S. Martino di Finita (CS) - S. Nicola dell'Alto (CZ) - S. Costantino Albanese (PZ) - S. Paolo Albanese (PZ) - S. Marzano (TA) - S. Caterina Albanese (CS) - S. Benedetto Ullano (CS) - S. Basile (CS) - S. Cristina Gela (PA) - Ururi (CB) - Villabadessa (PE) - Vena di Maida (CZ) - Vaccarizzo Albanese (CS).

Concludiamo con un proverbio arbëresh

Maj me shi siell shumë bukë e glëmsht. - Maggio con pioggia porta tanto pane e latte.

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