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giovedì 27 novembre 2014

Trasparenza. Adesso i cittadini potranno scegliere amministratori che sanno quant'è il totale di 2 + 2 - Finora in Sicilia si è votato per il parente, l'amico, il truffaldino

Nei comuni finalmente stanno per essere superati quarant'anni di finanziamento statale in base alla spesa storica,  il cui criterio  era «più spendi più prendi». 
Alla metà di novembre quello che sembrava un sogno è diventato realtà e ora sono finalmente accessibili a ogni cittadino i dati sui fabbisogni standard, cioè sulla spesa giustificata, di ogni comune (www.opencivitas.it). 
Quarant'anni di inefficienza non si superano in un giorno, ma con anni di silenzioso lavoro e siccome i governi in Italia durano poco (dal '48 abbiamo avuto 63 governi diversi, contro i 24 della Germania), l'ultimo arrivato -quello di Matteo Renzi-  si è accreditata una riforma strutturale nata diversi anni prima. 
 Oggi la spesa locale è diventata trasparente: ogni cittadino potrà verificare qual è la spesa giustificata del suo comune e se questa eccede o rispetta il fabbisogno standard; potrà anche controllare la spesa per il personale, la spesa pro capite per i rifiuti, ecc. 
Forse questa operazione di trasparenza renderà più difficili sprechi e corruzione. 
Forse permetterà al cittadino di chiedere ai candidati cosa intendono fare rispetto a un dato dove la pagella dei fabbisogni standard segna rosso. 
Forse permetterà di votare non più in base a slogan ma in base ai dati di bilancio. Non tanto in base al rapporto di parentela, ma in base a chi sa fare l'addizione 2 + 2.
Questa riforma è andata in porto assieme a un'altra: l'armonizzazione dei sistemi contabili, per
cui dal 2015 gli enti locali avranno contabilità trasparenti e non più leggibili solo al segretario comunale e al responsabile dell'area finanziaria.
Forse si avvicina il sogno di Tocqueville: la democrazia inizia con la pubblicazione del bilancio sulla casa comunale

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