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domenica 31 agosto 2014

Il Vangelo alla luce dei fatti di ogni giorno

MATTEO
19  16-26
VA’, VENDI CIÒ CHE HAI E DA’ AI POVERI E AVRAI UN TESORO NEI CIELI, E VIENI, SEGUI ME

19,16   Ed ecco uno che, avvicinatosi, gli disse: Maestro, che farò di buono per avere la vita eterna? 17 Ora disse a lui: Perché mi chiedi circa ciò che è buono? Uno solo è buono! Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti! 18  Gli dice: Quali? Ora Gesù disse: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, 19  onora il padre e la madre e ama il tuo prossimo come te stesso. 20  Gli dice il giovane: Tutto queste cose le ho custodite. Cosa ancora mi manca? 21  Gli disse Gesù: Se vuoi essere perfetto, va’, vendi ciò che hai e da’ ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; e vieni, segui me! 22   Ora il giovane, udita la parola, se ne andò triste; aveva infatti molti beni. 23 Ora Gesù disse ai suoi discepoli: Amen vi dico, che un ricco difficilmente entrerà nel regno dei cieli. 24  Di nuovo vi dico, è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno di Dio. 25  Ora, udito, i discepoli furono molto scossi, dicendo: Chi dunque può salvarsi?26 Ora, guardando dentro, Gesù disse loro: Presso gli uomini questo è impossibile, ma presso Dio tutto è possibile!

Brano del Vangelo di Matteo proclamato oggi nelle Chiese di rito bizantino.
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“Va’, vendi ciò che hai e da’ ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; e vieni, segui me!”. È la proposta del Nazareno che va oltre la giustizia, la giustizia umana; addita una “giustizia eccessiva” che però introduce il credente nel regno. 
È una proposta rivolta comunque ad ogni uomo.
Per un figlio i beni sono dono del padre da condividere con i fratelli. Chi li accumula rende se stesso schiavo dell’egoismo e i fratelli schiavi della miseria.
Uomo libero è colui che è capace di usarli a servizio degli altri.

Se questo è il senso, l’attaccamento ai beni è per il Cristianesimo il grande inganno, la seduzione che soffoca l'aspirazione alla vera Vita. La brama di ricchezze è principio di tutti i mali; l'idolatria che esclude dal regno.

Per restare nello spirito della rubrica (l'oggi del Vangelo) viene da chiedersi il perchè dei molti cristiani impegnati in politica che militano nel centro-destra, che non è altro che l'anima del conservatorismo capitalista, la sorgente del liberismo imperante, e il modello a tutela dell'accumulo privato.
La Sinistra (ci riferiamo ovviamente a quella socialdemocratica, a quella riformista) ci pare sia la forza politica che meglio aderisce -democraticamente, senza forzature- allo spirito del brano evangelico.

Secondo il Nazareno i beni non sono il fine a cui sacrificare la vita propria e altrui, ma il mezzo da usare “tanto-quanto” serve per vivere da figli e da fratelli, con piena libertà, senza lasciarci condizionare. Ciò che teniamo in proprio, ci separa dagli altri; ciò che offriamo agli altri, ci unisce. I beni materiali sono quindi benedizione e vita se liberamente condivisi, maledizione e morte se compulsivamente accumulati.
Il Nazareno indica pure come poter essere uomini liberi, che sanno servirsi di tutte le cose invece di servirle ed esserne asserviti come schiavi. Siamo figli e signori e non servi del creato, proprio in quanto con esso sappiamo servire il prossimo in difficoltà.

Nella logica "cristiana" tutto è dono. Possedere e accumulare corrisponde a distruggere la radice stessa della creazione: la violenza per appropriarsi delle cose (p.e.  i pozzi di petrolio del Medio Oriente) distrugge non solo la fraternità, ma anche i beni stessi di cui viviamo.

Ciò che vale per i beni materiali, vale per ogni altro bene, intellettuale, morale e spirituale: doni naturali da ricevere come figli e da mettere a disposizione, per il servizio comune. Ciò che un tempo era il servizio dei "sindacalisti" che spontaneamente, volontariamente, aiutavano il prossimo e adesso, invece, non lo è più. 

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