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mercoledì 4 giugno 2014

Ecumenismo. C'è da attendere

Chi segue le vicende dell'Ecumenismo, in particolare il rapporto della Chiesa Cattolica con quella Ortodossa, sa bene che a nulla approderà lo stretto rapporto fra Roma e Costantinopoli se lo sforzo del dialogo non si muove nel triangolo Roma-Costantinopoli-Mosca.
E' di pochi giorni fà l'incontro di Papa Francesco col Patriarca Ecumenico Bartolomeo I a Gerusalemme. I due torneranno, a quel che sembra, ad incontrarsi domenica prossima, l'8 giugno, per la preghiera congiunta in Vaticano a cui parteciperanno pure, per la pace in Medio Oriente, Abu Mazen (Presidente dei territori palestinesi) e Shimon Perez (Presidente israeliano).
Si sa che i rapporti di Roma con Mosca sono stati curati dal cardinale Walter Kasper, già Presidente del Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani, e che se Bartolomeo I fa pesare l'autorevolezza della sede costantinopolitana, Kiril, patriarca di Russia, rappresenta da parte sua la gran parte del mondo ortodosso slavo.
La Chiesa russa ancora oggi, a venti anni dal crollo del comunismo, ha molti problemi organizzativi e di ricostituzione da portare a termine; da queste difficoltà nascono le frequenti inquietudini e diffidenze verso la Chiesa di Roma che approfitterebbe della debolezza di quella Chiesa per portare avanti iniziative in territorio russo col marchio del "proselitismo".
A complicare la situazione è intervenuta negli ultimi mesi la questione ucraina. 
Il Patriarcato di Mosca rivendica la giurisdizione sull'intera Ucraina, dove peraltro i numerosi cattolico-bizantini (sprezzantemente definiti "uniati") presenti sul territorio hanno un ruolo non secondario nell'attuale confronto con la Russia.
Il dinamismo di Costantinopoli è -comunque- un modo per concentrare l'attenzione sul ruolo e sulla situazione del Patriarcato ecumenico, costretto a permanere in territorio turco, in mezzo a limitazioni e difficoltà ed inoltre in quasi assoluta assenza di fedeli. In tutta la Turchia i cristiani-ortodossi sono pochissime migliaia.
E' comunque a tutti chiaro che il dialogo ecumenico col mondo ortodosso avrà una spinta in avanti solamente dopo che si sarà tenuto il Concilio Pan-Ortodosso fra tutte le chiese di derivazione bizantine, programmato da un ventennio, previsto entro il 2016.

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